Seduta pubblica n. 079 – Martedì 07 febbraio 2012 – Pomeridiana

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79/P
SEDUTA PUBBLICA pomeridiana
Martedì, 7 febbraio 2012
(Palazzo Panciatichi – Firenze)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALBERTO MONACI
DEL VICEPRESIEDENTE ROBERTO GIUSEPPE BENEDETTI
E DEL VICEPRESIDENTE GIULIANO FEDELI

La seduta inizia alle ore 15:24.

Presidenza del Presidente Alberto Monaci

Approvazione processi verbali

PRESIDENTE: Buonasera. Diamo inizio ai nostri lavori. Informo che è stata distribuita la nota relativa all'approvazione dei processi verbali delle sedute consiliari 75, 76, 77 e 78. Ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento i processi verbali si intendono approvati se non vi sono interventi per eventuali rettifiche.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Congedi
Leggi regionali nn. 2, 3, 4/2012 promulgate Mozioni nn. 37, 196, 280 e 312 pervenute note d'attuazione Interrogazioni a risposta scritta nn. 230, 268, 429, 434, 438, 452, 458, 459, 461, 476, 478, 484, 494 risposta della Giunta
Interrogazione a risposta orale n. 555 assegnata in commissione Interpellanza a risposta orale n. 26 assegnata in commissione Affari assegnati alle commissioni
Questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Giunta regionale sull’art. 31, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214 e sull’art. 13, comma 3, del decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 186
Convocazione del Consiglio regionale in seduta solenne

PRESIDENTE: Comunico che non parteciperanno alla seduta odierna il Presidente della Giunta Rossi, gli assessori Allocca, Marson, Scaletti ed i consiglieri Bartolomei e Brogi. Sono state distribuite le comunicazioni d’interesse dei consiglieri regionali relative a leggi regionali promulgate, note di attuazione della Giunta su mozioni approvate dal Consiglio, risposte scritte della Giunta a interrogazioni, interrogazioni e interpellanze assegnate in commissione, atti assegnati alle commissioni. Comunico che la Giunta regionale ha deliberato di sollevare questione di legittimità costituzionale sulle seguenti leggi: articolo 31 comma 1 legge 22 dicembre 2011 n. 214 - conversione in legge del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 recante "disposizioni urgenti per la crescita e l'equità e il consolidamento dei conti pubblici"; articolo 13 comma 3 del decreto legislativo 27 ottobre 2011 n. 186 recante "disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento CE n. 1272/2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio di sostanze e miscele". Comunico che è convocato il Consiglio regionale in seduta solenne per venerdì 10, alle ore 11,00, per le celebrazioni del Giorno del Ricordo, presso l'aula consiliare.

Ordine dei lavori e iscrizione urgente della mozione n. 360

PRESIDENTE: Ordine dei lavori. La seduta si tiene solo nel pomeriggio di oggi. Iniziamo con la proposta di risoluzione 101, la proposta di delibera 185, la proposta di legge 87, la proposta di delibera 161, la proposta di delibera 200, la proposta di delibera 208 e la proposta di legge numero 92. Successivamente ci sono le interrogazioni che sono alla vostra attenzione, le mozioni ed, in conclusione, le proposte di risoluzione. Presidente Remaschi, prego.

REMASCHI: Grazie, Presidente. Per iscrivere all'ordine del giorno, fra le mozioni, una mozione dal titolo "iniziative rivolte all'ottimizzazione dei tempi di pagamento dei fornitori del Servizio sanitario regionale". Chiedo inoltre che questa mozione sia discussa unitamente alla mozione 341, già iscritta all'ordine del giorno.

PRESIDENTE: Ci sono altre richieste? Se non ci sono altre richieste metto in approvazione l'ordine del giorno così come emendato dalla richiesta del presidente Remaschi. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?

-Il Consiglio approva

(Il sistema di filodiffusione interno trasmette le note dell’inno nazionale)

Risoluzione della Prima commissione consiliare: Difensore civico regionale. Relazione sull'attività svolta nell'anno 2010 (Risoluzione n. 101)

PRESIDENTE: Iniziamo con la proposta di risoluzione 101 "Difensore civico regionale. Relazione sull'attività svolta nell'anno 2010". Presidente Manneschi, prego.

MANNESCHI: Grazie, Presidente. Il Difensore civico della Toscana nell'anno 2010 si è trovato a fronteggiare una situazione straordinaria derivante dall'abolizione, per legge, della difesa civica municipale. Questo non ha avuto una conseguenza automatica sul carico di lavoro della difesa civica perché una parte delle attività svolte dalla difesa civica comunale è stata assorbita dal difensore civico provinciale, che in alcune province aveva convenzioni con molti comuni. Nella relazione si mette in evidenza che la vacanza della figura fisica del difensore civico regionale ha comunque coinciso con una lievissima flessione del numero complessivo delle pratiche aperte, il che sta a significare, evidentemente, che la domanda rispetto alla difesa civica è rimasta sostanzialmente inalterata. È prevedibile che rispetto alle difficoltà crescenti della nostra economia, dei settori in particolar modo che interessano la difesa civica, questa domanda si svilupperà negli anni prossimi. Si evidenzia, nella relazione, che le pratiche aperte nell'anno sono state quasi tutte portate a conclusione con un intervento dell'ufficio e che rispetto alle varie articolazioni nelle quali la difesa civica si sviluppa, una particolare importanza ha assunto quella in materia di tributi regionali. Si evidenzia inoltre che c'è stata una fattiva collaborazione con il Settore tributi della Regione Toscana considerato che il difensore civico è anche garante del contribuente regionale, come definito dalla legge regionale 31/2005. Si dice poi che il difensore civico è intervenuto nella gestione delle problematiche dei soggetti danneggiati da vaccini, trasfusioni ed emoderivati, dinamica che sta progressivamente diminuendo, da un lato, a fronte della maggiore sicurezza di questi prodotti e dall'altro a fronte di azioni inerenti l'informazione. Nella relazione si evidenzia inoltre che è stata sviluppata l'azione di coordinamento della difesa civica toscana, questo, ricordo, proprio in ottemperanza ad uno specifico atto approvato l'anno scorso da parte del Consiglio. Vi è un preciso confronto con ANCI per trovare soluzione ai problemi posti dall'attuazione della legge che ha soppresso la difesa civica locale. La difesa civica in Toscana, e la relazione giustamente lo sottolinea, risulta essere una realtà consolidata.
Si enfatizza la presa di contatto con il settore del volontariato, tesa a valorizzare le forme di collaborazione fra società civile e difesa civica e si fa cenno, infine, al protocollo d'intesa con il Centro diritti umani dell'Università di Padova per la creazione dell'istituto italiano dell'ombudsman al quale il difensore civico della Toscana garantirà, per quanto di competenza, il proprio apporto.
Tutto ciò considerato, rilevata la positività dell'attività della difesa civica, la Prima Commissione ha espresso apprezzamento per i risultati conseguiti dal difensore civico regionale nel corso del 2010, promuovendo questa idea di una difesa civica al servizio del cittadino, valorizzando e cercando di valorizzare l'attività specifica tipica del difensore civico, ovvero l'intervento, come dice la legge, nei casi di cattiva amministrazione. Questo abbiamo fatto perché la consapevolezza dell'aumento delle difficoltà dei cittadini da un lato e atteggiamenti spesso non ortodossi dei gestori dei pubblici servizi dall'altro, sia in termini di corretta informazione, sia in termini di rapporti con il cittadino utente, generano una maggiore domanda e sempre più con un'aspettativa rilevante di intervento da parte della difesa civica, la quale, nei casi di cattiva amministrazione, ha un potere specifico riconosciuto dalla legge.
Quindi la risoluzione che portiamo all'approvazione del Consiglio, votata all'unanimità dalla Prima Commissione, si impegna a sostenere e a rafforzare, nel senso sopra indicato, l'attività dell'ufficio del difensore civico, a promuovere la comunicazione e la diffusione della conoscenza della difesa civica regionale, a promuovere l'attività tesa alla ricerca di nuove forme per la risoluzione di controversie atteso che ovviamente il principio dell'autotutela è un principio cardine del nostro ordinamento e consente alle amministrazioni e a tutti i gestori di servizi pubblici, cioè a tutti i soggetti in qualche modo interessati dall'attività della difesa civica, di operare fattivamente anche all'esito di un semplice intervento da parte del difensore civico. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, presidente Manneschi. Chi chiede di parlare? Presidente Antichi, prego.

ANTICHI: Grazie, Presidente. Solo poche parole. La risoluzione di approvazione dell'operato e quindi anche della relazione del difensore civico per il 2010 è stata in Commissione approvata all'unanimità e tale sarà anche in questa sede, ovviamente, ma ciò non mi esime dal valutare criticamente, o perlomeno dal tentare di porre all'attenzione dell'aula alcune valutazioni critiche che emergono dall'esame dei numeri dell'anno in questione. Anche perché, come ricordava il presidente Manneschi, il 2010 si caratterizza per la chiusura ex lege, delle difese civiche comunali e questo avrebbe dovuto, nell'aspettativa di molti, causare un carico di lavoro importante per il difensore civico regionale. Così non è stato. A fronte di 2.199 pratiche aperte nel 2009, cioè l'anno precedente a quello di cui stiamo discutendo adesso, nel 2010 si sono aperte 1.758 pratiche; una diminuzione invero importante che, a mio parere, va attentamente valutata e le cui cause andrebbero considerate con attenzione. Probabilmente i cittadini cominciano a risentire di quel clima di sfavore verso la risoluzione delle liti che purtroppo attraversa il nostro ordinamento, che ha cominciato col svalutare la funzione giurisdizionale e continua a svalutarla continuamente con i cosiddetti metodi alternativi di risoluzione delle controversie, che in realtà tali non sono. Questi fanno solo perdere tempo, costano soldi e alla fine non risolvono proprio nulla, come l'esperienza quotidiana dimostra, semmai inducono nel cittadino una disaffezione verso lo Stato inteso quale solutore in ultima istanza delle controversie tra cittadini che abdica a questa sua funzione fondamentale e probabilmente anche alla ragione per la quale alla fine esiste. I numeri che ho testé ricordato, ripeto, 2.199 pratiche aperte nel 2009 e 1.758 aperte nel 2010 dovrebbero probabilmente indurre ad una riflessione sulla specializzazione del difensore civico, almeno sui tre settori su cui ha mostrato più capacità di intervento e più capacità di risposte efficaci e risolutive: il settore anzitutto dei servizi pubblici, in cui si connota come l'unico soggetto in condizione di garantire i diritti dell'utenza in un sistema dove questi non trovano adeguati strumenti di tutela, non li trovano ovviamente nel sistema giurisdizionale per i costi e i tempi lunghi, ma neanche nei rapporti con le amministrazioni concedenti che troppo spesso, in evidente conflitto di interesse con i concessionari, abdicano alla funzione di tutela dei diritti dell'utente e del consumatore. Il difensore civico si è ritagliato in questo, con una sorta di giurisprudenza pletoria, uno spazio che è notevole e di notevole qualità, rappresentando alla fine l'ultima istanza del cittadino i cui diritti non vengono soddisfatti dai gestori dei servizi pubblici. Un altro settore che andrebbe enfatizzato e promosso è la sanità, settore di diretta derivazione burocratico-amministrativa della Regione, in cui l'attività del difensore civico ben potrebbe meglio esercitarsi a tutela anche dei diritti fondamentali del cittadino, che in sanità sappiamo, per vari aspetti e per varie situazioni, non vengono osservati. L’altro è quello dei tributi regionali in generale. Una maggiore riflessione su una specializzazione delle attività in questi campi senza trascurare gli altri in cui comunque un'attività notevole viene svolta, potrebbe indurre ad una maggiore efficacia della figura e dell'istituzione di cui stiamo parlando.

PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire la presidente Sgherri, ne ha facoltà.

SGHERRI: Grazie, Presidente. Intanto colgo l'occasione per fare gli auguri al difensore civico, alla nostra collega Lucia Franchini, convinta che svolgerà al suo meglio e con generosità questo nuovo incarico. Aggiungo poche parole agli interventi che mi hanno preceduto, per riconfermare l'assoluta importanza che questo istituto svolge nella nostra regione e come sia necessario porre una nuova attenzione ed anche un approfondimento più puntuale, come la stessa relazione del difensore civico invita a fare, sul fatto che siano stati sciolti i difensori civici comunali. Se poteva sembrare eccessiva la nomina di un difensore civico per comuni con popolazione estremamente ridotta e già su questo le province avevano sopperito offrendo e organizzando la presenza di un difensore civico per più comuni, credo che adesso si stia determinando un vuoto molto grande che appesantirà i lavori del difensore civico regionale, tanto più se non verrà dato seguito alla riforma annunciata e alla nomina dei difensori territoriali.
Proprio per il nuovo quadro che comunque abbiamo di fronte, credo sia necessario porre un'attenzione maggiore ed anche non accontentarci di quanti casi la difesa civica abbia trattato, se sono tanti o pochi. E’ necessario accogliere l'invito che è nella relazione e porci il problema di come divulgare e meglio far conoscere questo istituto, perché, rispetto alla riorganizzazione della macchina comunale, all'organizzazione dei servizi pubblici e della sanità, sempre di più è difficile per il cittadino trovare l'interlocutore nel comune e nell'istanza territoriale più vicina per fare presente i propri diritti. Se la difesa civica è l'unica risposta alternativa ad un ricorso giudiziale, se pensiamo che tra il cittadino e il servizio pubblico, il servizio, non ci sia come tramite solo la difesa giudiziaria e il ricorso alle vie legali, capiamo che è strategico lo sviluppo della difesa civica. Dovremmo dire che la difesa civica non può bastare perché i comuni devono riassumersi le loro responsabilità e diventare nuovamente la nuova alter faccia. Questa è una battaglia da fare, ma sicuramente, in attesa o contestualmente a questa rivisitazione, un potenziamento dell'istituto della difesa civica va fatto. E da parte nostra va fatta una riflessione su come davvero sia possibile diffondere maggiormente, a parità di costo, come è anche indicato nella relazione del difensore civico, la difesa civica, magari con una dislocazione anche parziale sui territori degli uffici del difensore. Credo che questo suggerimento sia da accogliere e forse la Commissione affari istituzionali potrebbe avviare un approfondimento a tutto campo. Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto di intervenire il consigliere Giani, ne ha facoltà.

GIANI: Devo dire che il dibattito in Commissione, anche con la presenza di Lucia Franchini, ci ha consentito di focalizzare i punti che ci devono riguardare e interessare. A mio giudizio sono due gli aspetti da sottolineare prevalentemente sul de iure condendo, cosa costruire per una figura del difensore civico che si va trasformando; innanzitutto rivendicando che in Toscana la tutela civica è arrivata prima di altre regioni e che la nostra Regione ha sempre avuto una funzione importante anche dal punto di vista di progettazione dei ruoli e delle competenze. La nostra legge è considerata una delle più avanzate.
Dobbiamo riconsiderare il quadro che si viene a creare in rapporto con le istituzioni locali, dove la filosofia che in qualche modo emergeva dai decreti, che a poco a poco annullavano la difesa civica nei singoli comuni era quella di assegnare importanza al difensore civico provinciale. Questo perché il legislatore pensava a delle province che mantenessero la funzione di oggi; in realtà è maturato un quadro che ha visto le province progressivamente perdere, lo sappiamo bene proprio in virtù dei provvedimenti e delle leggi venute negli ultimi mesi, quel ruolo e quel significato di riferimento sul territorio. Quindi nonostante sia stato previsto che il difensore civico provinciale assorba le funzioni dei difensori civici comunali, in nessuna delle province abbiamo assistito alla nascita di un difensore civico territoriale, anzi, chi lo aveva promesso in realtà non lo ha costituito. Quindi c’è stato un duplice passaggio: i provvedimenti legislativi hanno eliminato i difensori civici comunali rimettendo questo ruolo ai difensori civici provinciali, che poi, complice il progressivo elemento di crisi ed anche d’identità delle province, le amministrazioni provinciali non lo hanno istituito. A mio giudizio quindi il difensore civico regionale assume un ruolo importante soprattutto in Toscana; questo può essere potenziato attraverso una rete sul territorio dove soprattutto i comuni più grandi capoluoghi di provincia, potrebbero, nel momento in cui viene a mancare il difensore civico comunale, individuare degli uffici di raccolta delle domande, quindi uffici decentrati di difesa civica, che rispondono, in un rapporto convenzionale, proprio al difensore civico regionale. Se si perde quella funzione di rete che avevano i difensori civici comunali è evidente che si perde anche quel valore positivo che il difensore civico ha assunto, soprattutto in Toscana, in questi anni.
Il secondo elemento. Noi ci troviamo sempre più di fronte a procedimenti che richiedono una partecipazione del difensore civico data la loro complessità e quindi forse è proprio il momento, evidenziato del resto nella relazione di Lucia Franchini, di fare una sorta di check-up rispetto al rapporto fra funzioni del difensore civico e procedure che, attraverso la legislazione regionale, sempre più vengono messe in campo. Penso che questo lavoro di documentazione che, per altro, nelle righe della relazione è assunto, potrebbe svolgersi anche in collaborazione con la competente Commissione consiliare, la Prima Commissione. In qualche modo questo appello ad una collaborazione, ad un rapporto forte, che in questa relazione del difensore civico viene evidenziato, deve essere raccolto proprio dalla competente Commissione, la Prima Commissione. Questo perché accanto ai poteri del difensore civico regionale toscano si possa collocare un'analisi delle procedure in atto nelle leggi più importanti. E’ un appello ad ampliare le funzioni di uno ombudsman che, ricordo, ha assunto delle funzioni nazionali, come quella di coordinamento sui temi dell'immigrazione. Proprio a livello nazionale viene individuato nel difensore civico toscano un istituto di studi specifico. Sarebbe un peccato vedere a poco a poco affievolirsi la funzione che ha maturato in questi anni l’istituto della difesa civica in Toscana. Grazie.

PRESIDENTE: Ci sono altre richieste di intervento? Ha chiesto di intervenire il collega Bambagioni, ne ha facoltà. Grazie.

BAMBAGIONI: Grazie, Presidente. Volevo inserirmi in questo dibattito per sottolineare due aspetti. Innanzitutto, come la relazione evidenzia e come già gli interventi che mi hanno preceduto hanno sottolineato, che il difensore civico regionale in Toscana svolge un ruolo importante, che ha saputo raggiungere sia per la competenza dei propri servizi che per il rilievo istituzionale che poche regioni, rispetto alla Toscana, hanno saputo raggiungere. Da questo punto di vista potremmo considerare il difensore civico un po’ come la voce amica dei cittadini in una pubblica amministrazione che spesso non risponde. Credo che questo sia un ruolo utile e importante che forse è sotto utilizzato, nel senso che dovrebbe emergere da questa funzione un maggior rapporto con l'istituzione, il Consiglio regionale e in particolar modo con la Commissione preposta, così da servirsi dei casi singoli per poi arrivare a trattare i casi generali. Credo che la funzione svolta dal difensore civico potrebbe essere una fonte importante che consentirebbe di intervenire su questioni concrete, che poi sono quelle che fanno arrabbiare i cittadini spesso quotidianamente. Se potessimo utilizzare questo istituto, che svolge la sua funzione con competenza e trarre dai suoi interventi risolutivi dei principi che potessero essere estesi a tutti i cittadini toscani, credo che la svolgeremmo un lavoro completo.
Da questo punto di vista volevo sottolineare che è importante non vedere solo il lavoro del difensore civico, comunque ben fatto, per quei mille e ottocento cittadini che si sono a lui appellati l'anno scorso, ma vediamo ogni singolo caso come un caso che può essere esteso a tutti gli altri cittadini, dando loro delle risposte concrete nella vita quotidiana, che spesso mancano. Grazie.

PRESIDENTE: Se non vi sono altri interventi passiamo alla votazione della risoluzione. La relazione è stata accompagnata da una risoluzione che avete a vostra disposizione da tempo, ormai. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene?

-Il Consiglio approva

Trasferimento di beni immobili dal Comune di Casciana Terme all'Azienda Usl 5 di Pisa in applicazione dell'art. 111 della legge regionale 24 febbraio 2005 n. 40 (Proposta di deliberazione n. 185 divenuta deliberazione n. 6/2012)

PRESIDENTE: Passiamo al secondo atto che è la proposta di delibera 185, della Quarta Commissione “trasferimento dei beni immobili dal Comune di Casciana Terme all’ASL 5 di Pisa”. Presidente Remaschi, ha chiesto di intervenire, ne ha facoltà.

REMASCHI: Grazie, Presidente. Soltanto una brevissima presentazione della proposta di delibera in approvazione in Consiglio regionale stasera. Intanto basta significare che la legge regionale numero 40 del 2005 al titolo ottavo, che riguarda il patrimonio, la contabilità e i contratti e all'articolo 111 il trasferimento dei beni, prevede che ci siano alcune procedure che debbono essere indubbiamente rispettate: chiaramente la delibera del Consiglio regionale, devono essere rispettati alcuni criteri, alcune modalità e disciplinano i beni soggetti al trasferimento che devono far parte del patrimonio dei comuni alla data del 31 marzo 1996. La proposta in oggetto riguarda il trasferimento, è una casa di riposo, una rsa, situata nel comune di Casciana Terme; attualmente è di proprietà del Comune, riguarda il trasferimento di questa casa di riposo dal Comune di Casciana alla ASL 5 di Pisa. È chiaro che sono state rispettate tutte le procedure e le modalità inerenti questo tipo di trasferimento; sono state espletate tutte le verifiche relative al bene in oggetto, e a corredo della delibera c'è anche la delibera del Consiglio comunale di Casciana che dispone questo tipo di trasferimento. Non c'è altro, se non questa volontà, questa determinazione, disciplinata con legge regionale. Con ritardo anche questo bene passa a far parte del patrimonio regionale, in questo caso della ASL numero 5. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, presidente. Chi chiede di intervenire? Se non ci sono interventi mettiamo in votazione la proposta di delibera numero 185, appena illustrata dal presidente della Quarta Commissione, Remaschi. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Chi è contrario? Chi si astiene?

-Il Consiglio approva

Valorizzazione delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica della Toscana. Modifiche alla legge regionale 25 febbraio 2010, n. 21 (Testo unico delle disposizioni in materia di beni, istituti e attività culturali) (Proposta di legge n. 87 divenuta legge regionale n. 5/2012 atti consiliari)

PRESIDENTE: Passiamo alla proposta di legge numero 87 che è della Quinta Commissione "valorizzazione delle associazioni e delle manifestazioni di rievocazione e ricostruzione storica della Toscana". Ha chiesto d’intervenire il presidente Danti, ne ha facoltà.

DANTI: Grazie, Presidente. Brevemente per illustrare questa proposta di legge d’iniziativa del collega Ferrucci e di quasi tutti i consiglieri del gruppo del Partito Democratico che ha avuto un iter in Commissione, dove è stata emendata grazie anche al contributo dell’opposizione; arriva in aula con il voto unanime della Commissione.
Questa proposta di legge ha lo scopo e l'obiettivo di valorizzare le manifestazioni storiche che caratterizzano la nostra terra, così come altre regioni del nostro Paese. Per la prima volta nella nostra regione si tenta di dare un riconoscimento alle centinaia di associazioni che svolgono ricostruzioni, palii e rievocazioni storiche di diverso genere. Abbiamo avuto modo di constatare, con le consultazioni fatte, che esiste un tessuto molto vivo, che ha un suo patrimonio importante; non ci sono solo le grandi manifestazioni conosciute in tutto il mondo, dallo Scoppio del carro, al Calcio storico fiorentino, al Palio di Siena, alla Giostra del saracino o alle tante manifestazioni di Pisa, ma tante piccole associazioni, che in maniera diffusa, sul nostro territorio, svolgono un'attività significativa. Non solo tengono viva una cultura e una tradizione storica della nostra regione, ma rappresentano anche un luogo di aggregazione; durante tutto l'arco dell'anno hanno un'attività di forte presa sociale, garantiscono una forte coesione sociale sul territorio. La proposta di legge, rispetto al testo originario, esclude le associazioni di rievocazione di tradizioni popolari. Abbiamo circoscritto alle rievocazioni storiche togliendo le manifestazioni popolari onde evitare una platea troppo ampia di manifestazioni, che magari hanno dubbia rilevanza storica e possono avere poco valore reale. Abbiamo previsto che le associazioni possono iscriversi ad un albo regionale con il ruolo e con l'attestazione del comune di residenza, un punto inserito dalla Commissione. Il ruolo delle amministrazioni locali che devono in qualche maniera essere punto di riferimento non solo per attestare realmente un'attività svolta nel territorio, ma anche, un domani, per revocarne l'eventuale iscrizione.
Viene costituito un comitato regionale, dove saranno rappresentate le associazioni con un rappresentante per ogni provincia. Su richiesta del collega Villa e dell'opposizione, sono stati inseriti in questo comitato anche due consiglieri regionali, senza diritto di voto, con la possibilità di dare pareri esclusivamente consultivi ed è quello che deve proporre un programma di attività sia alla Giunta regionale che anche ad altri organi tra cui il Consiglio della Regione. Non è previsto che la Giunta regionale possa dare dei contributi, non sono previsti in questa legge. Vorremmo fosse chiaro, in un momento come questo, che vi è un riconoscimento forte e importante di queste associazioni, riconoscimento che in questo momento però non ha un costo per la collettività toscana, anche se è prevista la possibilità, all'interno del quadro delle attività che il comitato potrà proporre, di finanziamenti per alcune azioni ed attività di valorizzazione, che sono utili per portare la Toscana nel mondo. Con questa legge si va a modificare il testo unico della cultura, dove vi era un punto di riferimento su questo tema, in modo che venga scorporato delle tradizioni e manifestazioni storiche anche se l'assessorato di riferimento rimane sempre quello della cultura.
Al testo presentato e licenziato dalla Commissione abbiamo proposto, dopo averne parlato sia con il presidente Manneschi che con il primo firmatario Ferrucci, tre emendamenti all'articolo 7, che tendono a chiarire alcuni aspetti: uno, che le modalità di come vengono individuati i membri del comitato per ogni provincia verranno stabilite con delibera dalla Giunta regionale; due, che i consiglieri regionali, non era chiarissimo, verranno espressi dal Consiglio regionale, visto che questo è un comitato nominato dalla Giunta ma su indicazione delle associazioni che hanno individuato i membri e i consiglieri vengono indicati dal Consiglio Regionale. Infine erano previste nella norma alcune indennità e abbiamo specificato che non c'è alcuna indennità o alcun gettone o rimborso spesa da prevedere per i membri di questo comitato. Questo per specificare ulteriormente che nessun costo deve essere a carico della Regione Toscana anche per quello che attiene i membri del comitato.

PRESIDENTE: Grazie, presidente Danti. Ha chiesto di intervenire il collega Villa, ne ha facoltà.

VILLA: Grazie, Presidente. Come Popolo della Libertà non abbiamo molto da aggiungere perché, è già stato evidenziato molto bene dal presidente Danti il fatto che siamo unanimemente d'accordo su questa proposta di legge. Ci sembra opportuno comunque sottolineare alcuni aspetti che siamo riusciti ad inserire in questa nuova disciplina. Questa pdl, come diceva prima il presidente, è molto importante perché dà sostegno e forza alle associazioni di rievocazione storica e dà a questo Consiglio la possibilità, tramite la Commissione competente, in questo momento la Quinta, di poter verificare i lavori del comitato, che è l'organo centrale di questa pdl 87.
Andiamo a vedere quali sono questi quattro punti per i quali il PdL si era fatto subito protagonista di possibili emendamenti. Innanzitutto nel preambolo abbiamo chiesto fosse introdotto un riconoscimento nei confronti di un comitato già preesistente, guidato dal signor Scuriatti, nato in occasione della Festa della Toscana, un comitato che aveva già svolto una prima selezione di ben 135 associazioni di rievocazione storica, un comitato che andava, a nostro avviso, ricordato per l'esperienza e l'impegno profuso e che non poteva essere accantonato in un angolo; per cui abbiamo proposto un riconoscimento effettivo rispetto al lavoro svolto. La presenza di due consiglieri, uno di maggioranza e uno di opposizione, nel comitato suddetto; perché? Perché ci sembra giusto poter vigilare nel comitato, seppur senza diritto di voto, sui suoi lavori, poterli seguire passo per passo per verificare che non sia un carrozzone, ma si adoperi per le sincere attività ed iniziative di rievocazione storica nel territorio toscano. Ci sarà per questo un consigliere di maggioranza e un consigliere di opposizione, non è cosa nuova, esiste già per il comitato dei consumatori. Altro aspetto è il controllo tramite una verifica sulla relazione annuale e anche sui fondi. Perché attualmente non è previsto un coinvolgimento forte della Quinta Commissione, per cui abbiamo chiesto un formale passaggio di relazioni sull’attività ogni anno, in modo da sapere cosa fa questo comitato e conoscere l’eventuale depennamento di associazioni dall’albo regionale e il perché . Ultimo aspetto i fondi: che siano mirati, ben precisi e non a pioggia; perché è giusto sostenere questo settore ma non sprecare. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, consigliere Villa. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ferrucci, ne ha facoltà.

FERRUCCI: Molte cose sono state dette sui contenuti della legge e per questo ringrazio chi ha svolto il lavoro in Commissione, anche per il risultato ottenuto con l'unanimità, da parte di tutti; condivido pertanto anche le considerazioni che sono state fatte oggi in questo dibattito.
Voglio sottolineare un aspetto che poi è alla base della motivazione della presentazione di questa proposta di legge. La nostra regione è ricca di un tessuto associativo molto forte e radicato sul territorio. Alcuni indicano la Toscana come la prima regione in Italia in cui i cittadini, almeno la metà di loro, sono iscritti ad un'associazione culturale, di volontariato e del tempo libero. Secondo me questo tessuto associativo è una peculiarità importante della Toscana, una forma di partecipazione e di vivere collettivo anche in una situazione come quella della crisi che si sta attraversando.
Negli ultimi anni si sono sviluppate molte iniziative, lo ha spiegato molto bene il presidente della Commissione, il consigliere Danti, e per questo si è pensato di valorizzarle. Come giustamente ricordato la questione non è quella di concedere risorse, ma soprattutto di riconoscere il ruolo e l'attività di oltre 130 gruppi storici, che coinvolgono molte migliaia di cittadini della nostra regione.
Penso che questa legge possa essere un punto di riferimento anche per un domani, rispetto allo sviluppo e alla discussione che già in questa sede, in questi mesi si è affrontata nella costruzione della legge. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie, consigliere Ferrucci. Chi desidera intervenire? Consigliere Giani, prego.

GIANI: Per dire che finalmente questa legge arriva a compimento. È davvero un buon lavoro quello fatto dalla Commissione presieduta da Nicola Danti insieme a tutti i commissari, in particolare il consigliere Ferrucci, che vi ha lavorato come primo firmatario. Era qualcosa di atteso perché anche nella precedente legislatura vi era una proposta di legge che le associazioni e le manifestazioni storiche interessate attendevano che non arrivò a compimento, nonostante un forte dibattito e un forte coinvolgimento delle associazioni stesse.
Il fatto che allora non si concretizzò il lavoro fatto in un atto formale e che invece in questa legislatura si è arrivati a questo, è molto importante. È la sesta legge regionale tra le venti regioni italiane in questa materia; una legislazione regionale maturata ormai da qualche anno, da circa dieci anni, quando la prima delle legge regionali, quella delle Marche, andò in approvazione.
La necessità di queste leggi regionali nasce dal fatto che questa materia, produce, al di là del discorso storico, un richiamo turistico. Proprio perché si parla di turismo, incentivare e aiutare associazioni, fondate sul volontariato, che danno vita a manifestazioni storiche di grande richiamo, è chiaramente materia di legislazione regionale a fronte di uno Stato che, nonostante le sollecitazioni più volte intervenute dalla Federazione italiana giochi storici, dalle singole associazioni, non ha mai previsto una funzione di supporto.
Forse era giusto anche perché la materia è di carattere regionale, fatto sta che attraverso una rete di legislazione regionale possiamo dare il giusto supporto a coloro che, con tanto impegno e con tanta passione, senza ricevere una lira, nelle nostre città, manifestano un grande interesse e danno un grande supporto a queste iniziative. Sarà importante che si arrivi anche nei fatti, in tutte le varie manifestazioni, ad identificarsi in questa legge. Faccio un esempio: la Federazione regionale giochi storici non ha mai avuto la presenza nelle manifestazioni più importanti dal Palio di Siena, alla Giostra del Saracino, lo stesso Gioco del Ponte a Pisa è venuto via da questa associazione qualche anno fa. Sono convinto che se l'associazionismo volontario non aveva funzionato, può meglio funzionare l'associazionismo istituzionale; l'associazionismo, spesso animato dagli enti locali, in questa legge, nel comitato previsto da questa legge, si può riconoscere. Sarà importante, quindi, al di là dell'approvazione della legge, che da tutti noi consiglieri regionali ne venga seguita l'attuazione nelle principali manifestazioni. Non dobbiamo e non possiamo fermarci al richiamo, non possiamo fermarci a quello che è accaduto con la Festa della Toscana. La Festa della Toscana, da un punto di vista storico fa riferimento al 1786, quindi ad un periodo in cui l'elemento catalizzante era l'importantissima questione dell'abrogazione della pena di morte; bene, le manifestazioni che sono state organizzate, ogni anno in una città diversa, si sono caratterizzate per essere una raccolta di cortei molto eterogenei e distanti dal periodo ricordato. Il lavoro da fare con il comitato previsto dalla legge sarà andare a guardare, a lavorare a iniziative che dovranno fare riferimento ai periodi storici distintivi di ciascuna manifestazione. Si tratta di fare un lavoro davvero nuovo di cui sicuramente vi è da apprezzare quello che è stato fatto con la Festa della Toscana, ma con questo comitato e con questa raccolta di associazioni dobbiamo andare in modo ben più mirato a valorizzare gli aspetti storici che sottendono alla gran parte di queste rievocazioni. È importante che si arrivi al voto all'unanimità. Considerando tutto il dibattito che c'è stato dietro questa legge è oggi un momento che la rete di associazioni e di iniziative storiche, tanto vive nel nostro territorio, attendeva da tempo.

PRESIDENTE: Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Lazzeri, ne ha facoltà.

LAZZERI: Sarò sintetico nell’aggiungere tre cose. La prima la diceva il collega Giani: finalmente siamo arrivati alla fine di un lungo percorso in cui da anni si parlava di questa legge, che non era mai riuscita a trovare l'approdo finale. Quindi, se non altro, con la presente i consiglieri membri della Quinta Commissione hanno portato in fondo un lavoro che sembrava impossibile per i problemi e i cavilli che erano stati creati negli anni scorsi. Secondo aspetto: voglio ricordare qui il lavoro che ha fatto il signor Angelo Scuriatti negli anni scorsi; è l'uomo che in Consiglio regionale, supportando l'Ufficio di presidenza nella passata legislatura, ha fatto da collante con tutte le realtà coinvolte. Nel momento in cui approviamo questa legge mi sembra giusto ricordare il lavoro di Scuriatti, perché questa legge arriva a compimento anche per il suo impegno personale che, nonostante qualche annetto che ha sulle spalle, ha profuso per sollecitarci tutti.
Il terzo aspetto importante di questa legge, fondamentale, è quello che chiama alla collaborazione dell'università. Perché? Perché è facile oggi, in Toscana, alzarsi e inventarsi di essere un'associazione storica, un'associazione di tradizione. No, è importante dare un rigore scientifico a questo tipo di rievocazioni, perché abbiano una radice reale; il piacere dei toscani di oggi deve essere quello di rivivere certi valori ricordando quello che si è fatto nel passato.
Annuncio il voto positivo di Lega Nord Toscana a questa proposta di legge.

Presidenza del Vicepresidente Giuliano Fedeli

PRESIDENTE: Consigliere Del Carlo, prego.

DEL CARLO: Brevemente, per associarmi alle considerazioni fatte dai colleghi circa la positività di questa legge da tempo molto attesa. Tutti abbiamo avuto modo di apprezzare in diverse manifestazioni questi gruppi di rievocazione storica che sono una ricchezza per il territorio, esprimono non solo tradizione, ma anche cultura. Vorrei mettere in evidenza che questi gruppi non sono solo quelli operanti nelle città e nei capoluoghi, che evidentemente hanno maggiori mezzi, ma anche quelli un po’ decentrati, nei paesi; e anche questi naturalmente sono una ricchezza soprattutto perché aggregano le popolazioni e finora, naturalmente, gli eventi da loro organizzati sono stati portati avanti con enormi sacrifici, con l’impegno dei singoli cittadini che vi aderiscono. Quindi la raccomandazione che faccio è che questa legge non resti una legge manifesto dove c'è il riconoscimento ma poi non c'è il sostegno, che invece deve essere dato anche sotto forma di contributi. Queste piccole realtà meritano davvero di essere sostenute con convinzione. Questa legge molto attesa va resa da subito operativa. Grazie.

PRESIDENTE: Non ho altre prenotazioni di intervento. Passerei pertanto alla votazione dell'articolo 1. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 2: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 3: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 4: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 5: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 6: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: All'articolo 7 ci sono tre emendamenti a firma Ferrucci, Danti e Manneschi. Dovreste averne copia. Metto in votazione il primo emendamento alla lettera A del comma 2. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in votazione il secondo emendamento alla lettera B al comma 2: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Comma 7 sempre dell'articolo 7: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Passiamo alla votazione dell'articolo 7 così emendato. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 8: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 9: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 10: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 11: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 12: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 13: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Preambolo: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Mettiamo in votazione elettronica la proposta di legge numero 87. Prego, votate. È chiusa la votazione. Votanti 35, favorevoli 35, contrari 0, astenuti 0.

-Il Consiglio approva

Approvazione del bilancio di esercizio 2009 dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana (ARDSU) (Proposta di deliberazione n. 161 divenuta deliberazione n. 7/2012 atti consiliari)
Parere ai sensi dell’articolo 11, comma 5, dello Statuto. Bilancio previsionale 2012 dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Proposta di deliberazione n. 200 divenuta deliberazione n. 8/2012)
Approvazione del bilancio d’esercizio 2010 dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana (Proposta di deliberazione n. 208 divenuta deliberazione n. 8/2012)
Ordine del giorno dei consiglieri Villa, Donzelli, Bartolomei collegato alle PDD 161, 200 e 208 relative all’approvazione di alcuni bilanci, di esercizio o previsionali, dell’Azienda regionale per il Diritto allo Studio Universitario (Ordine del giorno n. 142)

PRESIDENTE: Proposta di delibera 161 "approvazione del bilancio di esercizio 2009 dell'azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana". Prego.

DANTI: Presidente, se lei e i colleghi siete d'accordo, tratterei insieme le tre delibere che hanno per oggetto l'Azienda regionale del diritto allo studio e sono il consuntivo 2009, il consuntivo 2010 e il preventivo 2012. Possiamo fare un unico dibattito trattandosi di tre bilanci con lo stesso oggetto e la stessa azienda regionale. Posso iniziare ad illustrare?

PRESIDENTE: Bene, approvato.

DANTI: Grazie, Presidente. Arriviamo oggi alla fine di un percorso intenso, lungo che ha coinvolto sicuramente in primo luogo le istituzioni regionali, l'Azienda regionale, la Giunta regionale ma anche la Commissione. Per questi bilanci la Commissione ha avuto la possibilità di effettuare approfondimenti con i sindaci revisori, con ex presidenti dell'Azienda oltre che con l'attuale presidente, direttore e con l'assessore competente, quindi un lavoro che non ci ha visti semplici passacarte.
Si è avuto un periodo di rallentamento nell'approvazione dei bilanci, successivamente all'entrata in vigore della legge che ha unito le tre aziende del diritto allo studio delle tre università toscane in un'unica azienda, perché sono cambiati i consigli di amministrazione e gli stessi collegi sindacali. Arriviamo all'approvazione di questi atti dando, da domani, la possibilità all'Azienda regionale per il diritto allo studio di avere tutti gli elementi per rimettersi in pari e riprendere le scadenze naturali per l'approvazione di tutti i bilanci che devono essere presentati a questa aula, naturalmente dopo essere passati dalla Giunta. Questa è l'occasione di una valutazione generale. Il Presidente dell’Azienda per il diritto allo studio ci ha posto alcuni elementi di valutazione: cosa erano le tre aziende nel 2006 e cosa è oggi l'Azienda regionale per il diritto allo studio; ed alcuni elementi di valutazione positiva emergono chiari. Abbiamo oggi un bilancio dove, esclusa la partita sui corsi infermieristici di 4 milioni di contributi aggiuntivi della Regione, per gli altri contributi, che non c'erano nel 2006, è rimasto costante l'investimento da parte della Regione; è sì aumentata la parte della Regione ed è diminuito il contributo governativo, ma sostanzialmente i trasferimenti all'Azienda oggi sono di circa 52 milioni e mezzo. A questi chiaramente andranno aggiunte le altre risorse che derivano dai servizi resi, ma dobbiamo valutare che dal 2006 al 2012 i posti letto sono aumentati del 24 per cento, con 879 posti letto di previsione per il 2012; non era così nel 2009 e nel 2010, quando ci sono stati alcuni problemi in alcune strutture. Complessivamente il preventivo 2012, che andiamo ad approvare, prevede un pacchetto di posti letto per gli studenti incrementato del 24 per cento. Anche la ristorazione ha avuto un forte incremento negli anni: è passata dai 3 milioni e 600 mila, lo vedete nei bilanci che andiamo ad approvare, a circa 4 milioni di pasti erogati negli anni 2009–2010, con una leggera flessione prevista per questo anno, nonostante si sia verificato nel 2011 un aumento di 50 centesimi a pasto. Sul preventivo del bilancio 2012, che andiamo ad approvare, è prevista un'entrata derivante dall'introduzione delle fasce tariffarie che prevede per la fascia più bassa ISEE una diminuzione del costo del pasto e per le altre fasce, la media e la alta, l'aumento del costo del pasto.
Sulle borse di studio c'è da dire che la Toscana, a differenza di molte altre regioni, dà la possibilità di coprire al 100 per cento le richieste fatte dagli studenti per borse di studio. Per dare qualche numero: circa 10 mila 327 studenti hanno avuto l'erogazione di benefici e di borse di studio per gli anni 2009 e 2010, in flessione rispetto agli anni scorsi; copriamo il 100 per cento anche se vi è una flessione delle borse di studio erogate a causa delle minori richieste degli studenti.
Con l'azienda unica si è avuta una razionalizzazione delle risorse umane e quindi una minore incidenza del costo del personale. Le tre aziende infatti sommavano quasi 500 dipendenti ed oggi si è arrivati a ridurre il personale a circa 100 dipendenti.
Sul bilancio 2009, brevissimamente, anche perché ho già sforato abbondantemente il tempo concessomi, ma si tratta di tre delibere e quindi chiederei una deroga di cinque minuti, se mi è consentita. Il bilancio complessivo ammontava ad 84 milioni di euro, di queste l'avanzo di amministrazione, l'utile netto che si è verificato è di 2 milioni e 600 mila. Su questo punto voglio ricordare che c'è stato un lungo dibattito in Commissione perché il primo bilancio approvato aveva un avanzo, un utile netto di 4 milioni e 27 mila euro. Secondo accordi intercorsi, di dubbia interpretazione, queste risorse erano derivate dall’imputazione di circa 1 milione e 300 mila euro,come contributo regionale per la questione del restauro di Sant'Apollonia, contributo che non è stato erogato e quindi l'utile si è ridotto, come dicevo, dai 4 milioni e 27 mila euro, del primo bilancio, a 2 milioni e 633mila euro. Le risorse dell'avanzo di utile verranno destinate, come previsto dalle norme per le aziende partecipate dalla Giunta regionale, per il 20 per cento alla riserva legale per la copertura di eventuali future perdite e per l'80 per cento al fondo di riserva per gli investimenti destinati all'aumento dei posti letto per gli studenti. Per quanto attiene il bilancio 2010 il numero dei pasti erogati è stato di 4 milioni e 89 mila. I posti letto sono diminuiti nel per una serie di questioni, come alcune residenze che sono venute meno, ma verranno reintegrati sul 2011 e sul 2012, con i numeri che dicevo in apertura. Infine il bilancio 2010 realizza un utile netto di 2 milioni e 973 mila euro. Queste risorse sono destinate nel medesimo modo di quelle del 2009, per il 20 per cento come riserva per eventuali perdite e per l'80 per cento per gli investimenti.
Per quanto riguarda il bilancio preventivo 2012 credo di aver detto che l'elemento sostanziale è stato l'aumento da parte del consiglio di amministrazione del costo mensa compensato da un diverso costo secondo l'ISEE di ciascuno studente. Si prevede, come dicevo, un aumento consistente di posti letto con l'apertura di nuove residenze.
Faccio presente, infine, che era iscritto all'ordine del giorno anche il bilancio preventivo 2011 che, come Commissione, non abbiamo ritenuto di prendere in esame visto che si trattava di un preventivo ad anno ormai concluso. Abbiamo ritenuto che la sua presentazione fosse sostanzialmente irrispettosa di quest’aula, pertanto non è all'ordine del giorno. Se la Giunta lo riterrà opportuno, lo porterà in una prossima seduta. Con questi tre atti andiamo a sanare i bilanci consuntivi 2009 e 2010, e il preventivo 2012. Non appena il consuntivo 2011 sarà approvato dal consiglio di amministrazione e successivamente dalla Giunta potrà arrivare in aula così da rimettersi in regola secondo le scadenze previste dalla normativa. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie a lei, presidente. Consigliere Villa, prego.

VILLA: Grazie, Presidente. Noi come Popolo della Libertà per quanto riguarda la questione del diritto allo studio abbiamo molto da dire e probabilmente né i cinque, né i dieci minuti usati poco fa dal presidente Danti possono bastare per il sottoscritto e il collega Donzelli. Abbiamo molto da dire sui problemi che affliggono il DSU ad oggi e probabilmente anche nei prossimi mesi, ahimè! Dobbiamo dire subito che non parteciperemo alla votazione di queste delibere, di nessuna di queste delibere, perché non condividiamo nulla, ripeto nulla, di tutti quei passaggi fatti per i bilanci, per il cda e il direttore del diritto allo studio che si sono susseguiti nel tempo. Perché? Perché noi partiamo da dei presupposti importanti, dalle regole e le regole stanno tutte nel regolamento organizzativo dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, il quale regolamento, alla pagina 12, agli articoli 29 e 30, parla chiaro dei bilanci e dice "Il consiglio di amministrazione adotta il piano di attività entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello a cui si riferisce e il bilancio economico previsionale entro il 30 novembre". Sui bilanci di esercizio, invece, si dice all'articolo 1 "Il direttore trasmette al presidente del consiglio di amministrazione il bilancio di esercizio in un termine tale da consentirne l'adozione da parte del cda entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce". Mi risulta che oggi sia il giorno 7 febbraio 2012 e che i due articoli del regolamento sopra citato non sono stati mai rispettati. Vado nel dettaglio. Votiamo il bilancio esercizio 2009 che doveva essere chiuso il 30 aprile 2010, votiamo il bilancio di esercizio 2010 che doveva essere chiuso il 30 aprile 2011, votiamo un previsionale 2012 che doveva essere chiuso il 30 novembre del 2011; oggi siamo al 7 febbraio del 2012, quindi nettamente in ritardo. Mi sembra che ci sia una differenza abissale per quanto riguarda le date di approvazione e questa è una prima violazione delle regole che non accettiamo ed è il primo motivo per cui non parteciperemo al voto. Nel regolamento del DSU emerge un problema riguardo ai poteri che spettano al collegio dei revisori, poteri quasi inesistenti. Infatti se andate a vedere il potere dei revisori al capo terzo, articolo 8, si dice "le osservazioni del collegio dei revisori non sospendono l'esecutività degli atti ma formano – “soltanto” aggiungo io -oggetto di apposita determinazione". Morale della favola ecco perché si finisce in queste condizioni, ecco perché si approvano lo stesso giorno tre bilanci di tre anni diversi. Qui, signori, siamo nella condizione di votare oggi tutto ciò che è il passato senza mai avere avuto in tutti questi anni una garanzia di quello che funzionava o meno in questa azienda. I bilanci, la verità è questa, non erano stati chiusi per problemi economici, che sono venuti fuori volta per volta, audizione dopo audizione, qua in Consiglio.
Il problema dei revisori è un problema vero perché ci sono dei controllori che non possono controllare e che possono soltanto dire eventualmente che c'è un problema, che le cose non vanno bene. Ma a parte evidenziare le criticità non possono fare altro, la loro sottolineatura rimane sulla carta perché il cda del DSU, lo dovete sapere bene, può andare avanti, fregandosene, a tutti gli effetti, delle loro osservazioni. E qui sta il problema di tutti quelli che sono i caos vari creati intorno all'Azienda regionale per il diritto allo studio.
Questo problema dei revisori, state bene attenti colleghi, non è stato sollevato in Commissione soltanto ad opera del Pdl, ma anche dal presidente, il presidente attuale del collegio dei revisori, il dottor Cesare Cava, che, in audizione in Commissione, nella seduta del 14 dicembre 2011, ha dichiarato che il collegio dei revisori dei conti vorrebbe contribuire seriamente, con le sue professionalità e competenze, a costruire un'azienda che sia in grado di considerarsi tale e non sia una sommatoria delle debolezze delle vecchie aziende, un'azienda, quindi, che sia oggetto di assoluta tracciabilità, a prescindere dalla presenza di quel funzionario o di quel dirigente. Ha aggiunto, che laddove non riuscissero a percepire dopo il bilancio 2010 -uno dei tre che oggi approviamo -il desiderio di modificare le regole che segnalino le procedure di verifica da parte del collegio, non avrebbero alcun interesse a svolgere un ruolo senza efficacia e intervento di controllo a tutela state bene attenti -di chi li ha nominati e a tutela della loro professionalità che non vorrebbero mettere a repentaglio per meccanismi che non ritengono, non ritengono, lo ripeto due volte, congrui ed efficaci. I revisori, chiamati a parlare, hanno detto chiaramente in questa sede che non hanno i mezzi sufficienti per poter controllare e richiamare il cda del DSU. Occorre quindi una revisione di questo regolamento e mi auguro che questo tipo di evidenziazione che facciamo oggi, come PdL, possa essere presa subito dalla Giunta ed anche dal presidente Moretti, se vogliamo migliorare il dsu, altrimenti andiamo sempre avanti peggiorando la sua condizione.
Come PdL non parteciperemo al voto anche per un altro aspetto importante: per l'ultimo appello fatto dai revisori in Commissione, quando hanno detto che se entro sei mesi dalla loro audizione, entro giugno, non ci fossero state novità sulle modifiche delle competenze e delle funzioni del collegio dei revisori, lo hanno detto chiaro, è inutile che restino nel loro incarico, perché quello che potrebbero fare nel futuro sarebbe totalmente inutile. Vi chiedo di ragionare e di intervenire in tal senso, cambiando l’articolo del regolamento che citavo poco fa; basterà cancellare tre lettere, "non", per poter sospendere i bilanci automaticamente e forse non avremo più questa vergogna per cui si vota nel 2012 il 2009 e il 2010; e che non c'è, anche grazie al presidente Danti, il previsionale 2011! Grazie.

PRESIDENTE: Prego, consigliere Donzelli.

DONZELLI: Grazie, Presidente. Credo oggi si sia davanti a dei fenomeni paranormali perché o questa aula in realtà è una macchina del tempo, oppure oggi ci troviamo a votare e a discutere qualcosa che ha dell'assurdo. Assurdo è votare oggi il bilancio 2009 quando nel 2009 nessuno di noi era nemmeno eletto, quando questa legislatura non era iniziata (qualcuno c'era perché è al secondo incarico), quando, comunque questa aula così com’è non era insediata. Ci troviamo ad approvare bilanci che appartengono a tempi completamente diversi da quello attuale. Se seguissimo l'ordine cronologico di approvazione dell'ordine del giorno di oggi ci troveremmo paradossalmente ad approvare il bilancio di previsione 2012 senza avere approvato il bilancio 2010 e senza avere ovviamente approvato il bilancio 2011, perché ancora questa aula non ha approvato il previsionale del 2011, e siamo ad approvare, invece il previsionale del 2012. Vorrei anzitutto un chiarimento dall'assessore: se si parla del 2009 avanti Cristo o dopo Cristo, a questo punto; dopodiché vorrei capire perché siamo arrivati con tale ritardo. Non si può far finta di niente e pensare che sia soltanto un piccolo disguido tecnico. Era rimasto un bilancio in un cassetto e non si sa perché; sul bilancio 2009 c'è stata una questione su cui ancora non si è fatta nessuna chiarezza: si tratta di una posta inizialmente messa in bilancio perché la Regione diceva di assicurare i lavori in Sant’Apollonia, pagandoli; di fatto poi, a bilancio già pronto, si è dovuto riscrivere tutto perché la Regione pare che si sia ritirata da questi lavori. Ne è seguito un lungo dibattito sul fatto che la Regione avesse o meno garantito il pagamento dei lavori; i revisori dicono che era stato detto e non detto, l'assessore dice che era stato detto e non detto, la presidente dell'allora diritto allo studio, oggi capo segreteria dell'assessore, si trova a dire di aver approvato quel bilancio ma da presidente dell'Azienda per il diritto allo studio non era suo compito vedere le poste in bilancio perché un presidente non deve vedere cosa è scritto nel bilancio quando lo approva. Questo ci dice l'allora presidente dell'Azienda per il diritto allo studio, oggi responsabile della segreteria dell'assessore, formalmente, nella sua audizione in Commissione. Dopo questa posta in bilancio non si capisce più come sia andata: sembrava ci fosse una lettera di un impegno formale della Regione, ma quando abbiamo chiesto all'azienda di farci vedere la lettera è venuto fuori che in essa si diceva tutt'altro e quindi è stato fatto un bilancio senza avere la pezza di appoggio della Regione che doveva dare soldi che poi non ha dato. Come si è fatto un bilancio senza quei soldi? Sono stati tolti dei servizi, sono cambiati gli utili o cosa altro? Non si sa. Arriviamo poi ai problemi dell'unificazione delle tre aziende. I nuovi revisori dei conti ci dicono che i bilanci erano fatti con criteri di valutazione diversi per gli immobili. Quindi fra il 2009 e il 2010 i revisori dei conti hanno chiesto un riallineamento della valutazione dei cespiti che non era un dettaglio da poco, perché si parla di 38 milioni di euro. Ci troviamo oggi ad approvare questi bilanci insieme, scaduti secondo il regolamento dell'Azienda per il diritto allo studio, con nessuna chiarezza su come sono stati spesi i soldi della posta in bilancio su Sant’Apollonia, con la non serenità di approvare un bilancio 2009 in cui, rispetto al 2010, c'è una variazione di milioni di euro sulla valutazione dei cespiti. Di fatto oggi questa aula, con questo voto, si trova a fare una sanatoria dei bilanci del diritto allo studio, una sorta di condono politico; con un voto si stabilisce che va tutto bene. non è possibile e noi non ci assumiamo questa responsabilità. L’aula non dovrebbe votare questi bilanci, ma dovrebbe rispedirli al mittente, eventualmente commissariare l'Azienda per il diritto allo studio o, come ci auspichiamo e come stanno facendo alcune regioni del nord, prendere in considerazione l'ipotesi di chiudere questo carrozzone inutile che produce sprechi e portare i fondi per il diritto allo studio veramente al diritto allo studio e non al parcheggio di politici ed amici di politici trombati. Il diritto allo studio deve essere altra cosa, se si vuole lavarsi la bocca con questi termini quando si parla agli studenti e si critica i governi di centro destra.

PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Prego, vice presidente Targetti.

TARGETTI: Credo che oggi sia importante questa discussione in aula, anche per fare chiarezza su una vicenda che rischia altrimenti di assumere una dimensione un po’ eccessiva, a mio avviso. Credo che il primo interesse di tutti sia quello di fare le cose per bene. Questo, per quanto riguarda la Giunta regionale, è stato lo spirito con cui abbiamo affrontato l'approvazione del bilancio consuntivo 2009 e quindi 2010 dell'Azienda per il diritto allo studio. Si è fatto riferimento a un percorso che effettivamente ha prodotto dei ritardi e questo mi dispiace, ma credo che il motivo sia più che altro perché ci siamo trovati nelle condizioni, con gli uffici della Giunta, di dover chiedere degli approfondimenti e talvolta, come nel caso del bilancio 2009 fare, come è già stato anticipato dal presidente Danti, delle correzioni che consentissero l'adozione della delibera da parte della Giunta regionale e la conseguente trasmissione al Consiglio. Questo è stato fatto nello spirito di voler fare le cose al meglio, nel momento in cui, da una verifica del bilancio, come è stato detto, era emerso un credito vantato dall'Azienda per il diritto allo studio nei confronti della Regione di 1 milione e 400 mila euro per dei lavori di adeguamento dei locali di Sant’Apollonia; di fatto erano lavori che l'Azienda stava portando avanti con risorse proprie, e la Regione ha riscontrato che non c'era un documento di appoggio corrispondente per quanto riguarda il bilancio regionale e che quindi questa posta di bilancio doveva essere in qualche modo rivista, con la conseguente riduzione dell'utile 2009. Questo ha portato conseguenze a cascata, sia sul consuntivo 2010, che ancora non era stato approvato dal consiglio di amministrazione insediatosi soltanto a fine 2010, che anche sul previsionale 2011. E questo è il motivo e giustifica i ritardi. Credo che su questa faccenda non ci sia più nulla da dire ed è già stata fatta chiarezza. Non vedo come oggi, si voglia in qualche modo dipingere un giallo quando tutto è stato chiarito, su iniziativa della Giunta regionale. Ci siamo fatti carico di questo, di consegnare al Consiglio degli atti assolutamente trasparenti e abbiamo messo a posto questo passaggio difficile. Certo il tema dell'armonizzazione dei principi contabili è un altro tema di lavoro su cui si è lavorato e c'è da lavorare ancora, ne siamo consapevoli. L'indicazione sui revisori dei conti credo sia giusta ed in questo senso continueremo a lavorare. Mi risulta, dal presidente Moretti, che sia stato già avviato un gruppo di lavoro, una commissione di revisione del regolamento, proprio nello spirito di accogliere le indicazioni dei revisori dei conti sul loro ruolo, ma tengo anche a dire che se abbiamo chiesto all'azienda di rimettere le mani sul bilancio 2009 e 2010, non è stato per opera dei revisori dei conti allora in carica, ma piuttosto per un approfondimento degli uffici della Giunta.
Credo che bisogna tenere conto del ruolo dei revisori dei conti, che è importantissimo; è bene che svolgano il loro ruolo anche perché i presidenti dei consigli di amministrazione ed i membri dei consigli di amministrazione non sono esperti contabili e quindi il loro parere positivo o negativo sul bilancio è condizionato fortemente dal parere positivo o negativo dei revisori dei conti incaricati proprio di garantire che quello che c'è scritto sia corretto, in una logica di terzietà. Quindi è importante il loro ruolo, è giusto valorizzarlo e in questa direzione credo andrà la commissione di revisione del regolamento dell'Azienda per il diritto allo studio. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie a lei, assessore. Consigliere Manneschi, prego.

MANNESCHI: Per ricondurre il dibattito su un piano di oggettività, per quanto ci riesca, perché in effetti le cognizioni in questa materia sono sempre incomplete e si tratta di affrontare una situazione in parte generata dalla nostra volontà di riunificare le aziende, di riportare tutto ad un unico centro decisionale. È stata una scelta coraggiosa, che va nel senso indicato dagli interventi dei colleghi dell'opposizione, quella di snellire, di evitare carrozzoni inutili. Senz'altro tre aziende del diritto allo studio, una per ogni università, sono peggio di una, questo mi sembra abbastanza evidente. Però questo passaggio, fatto recentemente, ha creato difficoltà di gestione dei bilancio. Il rinnovo dei consigli di amministrazione, non garantendo continuità minimale, ha senz'altro contribuito ad allungare i tempi. Non voglio dare giustificazioni. ma alla fine, di fronte a questa situazione, l'alternativa posta dal collega Villa del commissariamento mi pare sia un'alternativa che va nella stessa direzione esecrata, cioè di creare procedimenti inutili. Infatti, cosa fa un commissario? Prende questi bilanci, li esamina, li approva e poi ce li ripresenta. Che vogliamo fare, non li vogliamo approvare? Il Consiglio regionale si vuole prendere la responsabilità di non approvare i bilanci? Mi sembra un gesto che non ha molto senso.
Detto questo e riconosciuta all'opposizione l'assoluta legittimità di fare qualunque attività, compreso abbandonare l'aula per protesta, la maggioranza deve garantire il numero legale, queste sono le regole della democrazia. E’ evidente che la riflessione¸ se questo sistema è idoneo o se deve essere ulteriormente riformato, aperta dai colleghi dell'opposizione non ha soluzioni che non passino per la strada del buon senso. Tutto qui. Mi pare che l'occasione sul voto di questi bilanci sia servita per rappresentare delle criticità ma che non serva indicare strade che non siano quelle dell'approvazione o non approvazione dei bilanci. Grazie.

PRESIDENTE: Prego, consigliere Bugli.

BUGLI: Grazie, Presidente. Un intervento che vale anche come dichiarazioni di voto per il nostro gruppo. Ero qui anche la scorsa legislatura, durante la quale abbiamo deciso una cosa non facile: mettere insieme tre aziende per il diritto allo studio e farne una sola. Un'operazione come questa non mi risulta sia stata fatta in altre regioni e credo che sia stata una delle operazioni più importanti portate avanti per la razionalizzazione di questa Regione. Non mi pare che questa cosa richiesta allora, come per altro è stato fatto per altre iniziative, a gran voce dalla minoranza meriti, alla fine di questo percorso di accorpamento, un'uscita dall'aula. Può meritare un voto negativo se si ritiene che questa operazione alla fine abbia portato a un peggioramento. Merita comunque un voto questa grande operazione che il Consiglio, all'unanimità, ha deciso di portare avanti ora che siamo ad analizzarne i bilanci. L'accorpamento di tre aziende, con tutte le loro peculiarità e le loro difficoltà di gestione è un momento difficile da affrontare, ma ha portato ad un passaggio importante e questi bilanci, se è tutto regolare, meritano un voto. E tutto regolare, per quello che ci riguarda, pare essere, anche perché se i sindaci revisori danno un parere positivo non si può certo dire che siano bilanci irregolari; quando gli uffici della Regione Toscana giudicano questi bilanci regolari, pur nel ritardo della loro presentazione, sono bilanci regolari. Per quanto riguarda la questione del Sant'Apollonia io vedo una lettera mandata a un certo dottor Peruzzi, che immagino fosse il direttore di allora, e se fossi stato io quel direttore non so se mi sarei sentito tanto sicuro di iscrivere quell’impegno in bilancio. Non è che si possa imputare una cosa del genere alla politica e quindi la necessaria correzione, avvenuta in bilancio, è una cosa normale, che può avvenire in qualunque azienda. C'è un criterio con cui chi è responsabile del bilancio deve decidere o no se iscrivere al bilancio una posta e dalle mie poche conoscenze, che tanto poche non sono, non so se quello che aveva in mano l’allora direttore era sufficiente per iscrivere al bilancio una posta; ma, ripeto, era responsabilità sua e non la si può certo far diventare una discussione di questa aula, soprattutto in un passaggio come questo. Chi ha qualche conoscenza di gestione aziendale sa benissimo che quando si fanno le fusioni si attinge da diverse modalità di contabilizzazione di un patrimonio; nel momento in cui unifico non è che perdo il patrimonio, che è sempre quello, lo iscrivo al bilancio in un'unica forma e non lo posso lasciare nelle tre forme diverse con cui venivano contabilizzati prima i tre patrimoni. Io proverei a guardare al dopo. Mi sembra importante che questa modifica al regolamento, chiesta dai revisori dei conti, venga fatta, perché i revisori sono utili anche a chi deve dirigere l'azienda; secondo me i revisori devono essere presenti anche alle sedute del consiglio di amministrazione e devono potervi intervenire. Questa modifica del regolamento ci può aiutare, mi pare che l'assessore abbia detto che è d'accordo, se non ho capito male, a modificare questo regolamento. Guardiamo quindi ai risultati.
Oggi abbiamo fatto un passaggio “ragionieristico”; bene, io vorrei fare anche un passaggio più di sostanza. Lo farà la Commissione, forse ha già cominciato, perché è bene sapere che fa questa Ardsu dopo la fusione. Per esempio si potrà vedere che qua da noi si eroga il 100 per cento delle borse di studio mentre altre regioni, magari il Piemonte, ne erogano solo il 30 per cento; si potrà valutare quanto è diminuito il personale del DSU e quanto si è ottimizzato in termini di costi e di efficienza aziendale. Così potremo scavare di più in quelli che sono i servizi che questa azienda fornisce e quali sono le cose da correggere. E’ importante fare una discussione di merito, stando tutti in aula; seguire, anche nel merito, quello che questa Azienda fa per gli studenti e per la comunità toscana. Anche se la nostra Regione per il diritto allo studio offre di più di altre regioni non è detto che non si possono fare ulteriori miglioramenti; se ne discutiamo tutti insieme forse riusciamo a raggiungere risultati migliori. Grazie.

PRESIDENTE: Consigliere Lazzeri, prego.

LAZZERI: Intervengo anche per dichiarazione di voto, dicendo che anche il Gruppo della Lega Nord Toscana uscirà dall'aula per non partecipare alla votazione di questi atti. Aggiungo due cose. Non credo che la Regione Piemonte, perlomeno sotto la gestione Cota, eroghi il 30 per cento delle borse di studio. Comunque il punto è questo: a fronte di un finanziamento importante della Regione Toscana, decine e decine di milioni di euro per immobili, borse di studio e mense, mi chiedo perché i cittadini toscani devono essere tassati per pagare borse di studio che vanno a giovani del Piemonte, della Lombardia, dell'Emilia Romagna, della Sicilia o di non so dove. Questo è un vecchio problema. Noi abbiamo finanziamenti per il diritto allo studio che vengono dalle finanze nazionali e dalla Regione. Per dare borse di studio ai giovani della Lombardia, che hanno un ottimo sistema sanitario, togliamo risorse al bilancio della Regione Toscana e non possiamo garantire i servizi agli anziani della nostra regione; questo mi sembra che non vada bene. Quindi dire che noi diamo il cento per cento delle borse di studio e non stimare quanti sono i toscani che utilizzano queste borse di studio, meno del dieci per cento in base i miei dati e mi posso sbagliare, è un comportamento “bovino” nel senso che dobbiamo per forza seguire quella strada perché è segnata. No, noi dobbiamo avere il coraggio di dire che le strade non sono segnate ma che le costruiamo noi e gli diamo l'indirizzo che vogliamo. Il Pd può essere d'accordo a dare i finanziamenti per le borse di studio ai giovani della Lombardia, va bene, è una scelta ma ci confrontiamo su queste cose. Invece qui prendiamo un pacchettino così com’è e lo accettiamo. Perché? Per gioco forza, perché non si può fare diversamente, perché gli errori del passato si pagano oggi, compreso l’errore macroscopico nel bilancio 2010, mi sembra, dove per sbaglio sono stati capitalizzati i contributi di più annualità e dove, guarda caso, abbiamo inventato un credito della Regione Toscana che non esisteva. Se questo vi sembra normale complimenti.
Passo al bilancio preventivo per il 2012. Abbiamo fatto una grande battaglia per la mensa del Consiglio regionale dove, abbiamo deciso per i cibi di filiera corta, biologici e dop. Ecco che nel bilancio preventivo 2012 dell'Agenzia regionale per lo studio si dice che si risparmierà sulle spese delle mense, abbandonando i cibi biologici di filiera corta e dop perché costano troppo. Basta questo, non solo per votare contro, ma forse anche per cambiare il consiglio di amministrazione.

PRESIDENTE: Consigliere Spinelli.

SPINELLI: Presidente, per annunciare che anch'io uscirò dall'aula, non per le motivazioni politiche espresse dai colleghi dell'opposizione, ma perché ho avuto un incarico nel 2009 come presidente del consiglio universitario. Mi sembra assolutamente corretto e non opportuno partecipare al voto. Grazie.

PRESIDENTE: È stato consegnato un ordine del giorno collegato alle proposte di delibera 161, 200 e 208 a firma dei consiglieri Villa, Donzelli, Bartolomei. Prego, consigliere Villa.

VILLA: Grazie, Presidente. Sarò brevissimo. Il concetto fondante di questo ordine del giorno è stato detto poco fa nel mio intervento ed anche nell'intervento del collega Donzelli. Il problema sta proprio nel risolvere ciò che ha evidenziato l'attuale presidente del collegio dei revisori, dottor Cava. Partendo dalle sue affermazioni, che poco fa ho letto, in questo ordine del giorno chiediamo, come impegnativa, che il Presidente e la Giunta regionale si attivino affinché l'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario modifichi il proprio regolamento -quello che prima vi leggevo ed in particolare intervenga sul comma 3 dell'articolo 8 affinché le osservazioni del collegio dei revisori sospendano l'esecutività degli atti di bilancio emanati dall'azienda.
Se veramente si vuol fare un passo avanti e non un passo indietro si deve votare, a nostro avviso, a favore di questo ordine del giorno. Poi ognuno, ovviamente, si assume la propria responsabilità. Grazie.

PRESIDENTE: Consigliere Danti.

DANTI: Presidente, sull'ordine del giorno vorrei far presente ai colleghi che nel merito mi pare ci sia, lo ha detto anche l'assessore nel suo intervento, un'accettazione di questo elemento. Sul testo dell’ordine del giorno probabilmente ci sarebbe da fare un po’ di modifiche, non moltissime... Ci potrebbe essere tutta la nostra disponibilità, ma pongo una pregiudiziale, colleghi del centro destra. Qui bisogna capire a che gioco si gioca: se il gioco è di dire che si cerca di migliorare, di dare un contributo, poi ognuno vota le delibere come meglio crede; ma se ancora pensate di alzarvi e andare via, perché mai ci dovete chiedere di votare il vostro ordine del giorno per poi non partecipare al voto. Permettete ma questo, anche nella condivisione e nell'accettazione delle modifiche proposte al regolamento che l'assessore ha già detto nell'intervento, mi pare un atteggiamento appena-appena un po’ scorretto. Quindi se non si partecipa al voto e non si discute si prende, si esce e non si presentano ordini del giorno; se invece si presentano ordini del giorno si discute e dopo si vota in aula.

PRESIDENTE: Consigliere Donzelli, prego.

DONZELLI: Credo che non si debba fare confusione. Il nostro comportamento è linearissimo; noi sul passato crediamo che siano stati fatti degli errori che non permettono una sanatoria. Secondo noi è sbagliato che l’aula decida su questo argomento; non è che siamo contrari perché c'è una posta del bilancio che non ci convince, ma è sbagliato, è contro il regolamento per l'Azienda per il diritto allo studio, come è sbagliato evidentemente per tutti, portare in approvazione con tre anni di ritardo un bilancio su cui non abbiamo avuto le necessarie chiarezze. Questo è l’argomento.
L'ordine del giorno è semplice; chiediamo di dare gli strumenti ai revisori dei conti per evitare che in futuro si ripetano gli stessi errori. Sarebbe folle da parte nostra, ed è secondo me poco lucido da parte vostra, dire che "sì, siamo d'accordo anche noi che i revisori dei conti dovrebbero avere quegli strumenti ma per ripicca, siccome non partecipate al voto del bilancio si cambia idea e lo strumento per cambiare non si dà più".
Se secondo voi nel merito, quanto richiesto dall’ordine del giorno, è giusto, votate a favore; se secondo voi nel merito è sbagliato, votate in maniera contraria. Noi siamo convinti che i bilanci non dovevano nemmeno arrivare in aula; come il presidente della Commissione, Danti, ha giustamente fatto con il bilancio preventivo 2011 dicendo non era da portare in aula e che la responsabilità eventualmente se la doveva assumere la Giunta. Secondo me si doveva fare uguale con tutti i bilanci. Invece non è stato fatto e non condividiamo la scelta. Crediamo sia una procedura in cui non ci riconosciamo e ci comportiamo di conseguenza. È semplice. Se voi invece, sul merito degli strumenti dei revisori dei conti per il futuro, avete un'idea, votate in base alla vostra idea.

PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Mettiamo in votazione l'ordine del giorno collegato alle proposte di delibera 161, 200 e 208, presentatori i consiglieri Villa, Donzelli, Bartolomei. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la proposta di delibera 161. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in votazione la proposta di delibera 200. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in votazione la proposta di delibera 208: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

Disposizioni in materia di valutazioni ambientali. Modifiche alla l.r. 10/2010, alla l.r. 49/1999, alla l.r. 56/2000, alla l.r. 61/2003 e alla l.r. 1/2005 (Proposta di legge n. 92 divenuta legge regionale n. 6/2012 atti consiliari)
Ordine del giorno dei consiglieri Ceccarelli, Gazzarri, Pellegrinotti, Agresti, Sgherri, collegato alla proposta di legge n. 92 (Disposizioni in materia di valutazioni ambientali. Modifiche alla l.r. 10/2010, alla l.r. 49/1999, alla l.r. 56/2000, alla l.r. 61/2003 e alla l.r. 1/2005) (Ordine del giorno n. 141)

PRESIDENTE: Metto in votazione la proposta di legge numero 92 "disposizioni in materia di valutazioni ambientali” (modifiche alle leggi regionali 10/2010, 49 del 1999, 61/2003, 1/2005, 56/2000). Ci sono interventi? Prego, consigliere Ceccarelli.

CECCARELLI: Grazie, Presidente. Tale proposta è mossa in primo luogo dalla necessità di completare l'adeguamento della disciplina regionale in materia di valutazioni ambientali in riferimento alle modifiche che ha subito il Testo unico ambientale con il Decreto 128. Inoltre si coglie l'occasione per procedere ad una generale razionalizzazione del testo della Legge regionale numero 10, quella che detta la normativa in materia di valutazione ambientale strategica, in materia di impatto ambientale, in materia di valutazione di incidenza. Tale intervento di razionalizzazione riguarda in particolare l'introduzione, in materia di valutazione ambientale e strategica, di alcuni elementi di chiarezza sia in termini di definizioni tecniche, sia con riguardo alla distinzione dei ruoli dei soggetti coinvolti nella procedura. Infatti viene rafforzata l'autonomia e l'indipendenza dell'autorità competente, prescrivendo che la medesima sia dotata di specifiche competenze di carattere tecnico e quindi affidata a un nucleo unico di valutazione ridefinito nella sua composizione. che sicuramente può far superare quegli aspetti di conflitto di competenze rimarcando il principio di terzietà tra autorità competente ed autorità procedente-proponente. Viene introdotto, in coerenza con l'impostazione della normativa nazionale, il nuovo titolo quarto bis concernente l'autorizzazione integrata ambientale all'interno della Legge regionale 10; attualmente tale disciplina è contenuta nel capo primo della Legge regionale 61, che sarà abrogato per effetto della presente proposta di legge nel momento in cui diventerà legge.
Inoltre si procede alla semplificazione delle procedure di valutazione ambientale con maggior coordinamento e unificazione, con particolare riferimento al raccordo tra VIA, VAS, cioè valutazione ambientale strategica e valutazione d'incidenza di cui alla Legge regionale numero 56. Ricordo anche che le disposizioni sul raccordo tra VIA e AIA sono state già introdotte con i due articoli che approvammo con la legge finanziaria. Inoltre si provvede alla riformulazione di alcune disposizioni in materia di VIA al fine di eliminare ripetizioni e scarsa chiarezza nel testo, nonché per ovviare a criticità interpretative rilevate in sede di applicazione della legge, ma soprattutto per rispondere a tre principali esigenze: l'adeguamento della norma regionale alle novità introdotte dal Decreto128, la semplificazione delle procedure con maggiore coordinamento ed unificazione tra le diverse procedure di valutazione ambientale, la revisione della disciplina della fase di avvio del procedimento di VIA.
La proposta di legge risponde anche alla necessità di semplificare le procedure di approvazione dei piani e programmi oggi soggetti ad una doppia procedura di valutazione. La scelta originariamente effettuata dalla Legge regionale 10 del 2010 era stata quella di mantenere sia la VAS che la valutazione integrata prevedendone il coordinamento con modalità rinviate alla fonte regolamentare. Una più approfondita riflessione ha evidenziato invece l'opportunità di rivedere l'opzione contenuta nella Legge 10 ed eliminare le duplicazioni tra valutazione ambientale strategica e valutazione integrata per i piani non soggetti a VAS. La proposta prevede anche l'istituzione di un fondo finanziario a sostegno dei comuni al di sotto dei 5 mila abitanti e al di sotto dei 3 mila abitanti nelle zone montane, per agevolare la fase di avvio delle forme associate, per esercitare le funzioni di autorità competente per la VAS e il reperimento della professionalità tecnica necessaria per l'effettuazione degli eventuali approfondimenti propedeutici alla valutazione d'incidenza. A tal proposito con un emendamento proposto dalla Commissione prevediamo di estendere questa seconda possibilità, vale a dire il reperimento delle professionalità tecniche necessarie, anche per i parchi regionali che sono investiti del dover procedere per la valutazione d'incidenza nei territori che sono ricompresi nei loro confini. In conseguenza alle modifiche apportate alla Legge 10 è risultato necessario intervenire anche su altre leggi regionali interessate, vale a dire le leggi regionali 49 del 1999, 1 del 2005 e 56 del 2000.
Per quanto riguarda le modifiche alla Legge regionale 1 la proposta di legge propone di eliminare la valutazione integrata degli strumenti della pianificazione territoriale e degli atti di governo del territorio e al contempo assicurare che alcune tematiche di grande rilievo, già oggetto del processo di valutazione integrata, possano essere elementi del contenuto dei piani; propone poi di introdurre delle modeste modifiche al procedimento di formazione degli strumenti e la pianificazione territoriale. L'adeguamento alla nuova disciplina nazionale ha costituito anche l'occasione per riformulare le disposizioni dell'articolo 15 della Legge regionale 56 che sono state ripartite in due articoli diversi a seconda che la valutazione d'incidenza riguardino i piani programmi o i progetti di intervento. Tale modifica si è resa necessaria per rendere maggiormente chiare le diverse ipotesi e per definire l'assetto delle competenze in applicazione del principio di adeguatezza.
La Commissione, a seguito delle consultazioni, ha affrontato e discusso di questa legge in più di una seduta ed ha inteso apportare delle variazioni a questa legge che, secondo noi, sono dei miglioramenti. Cito le più importanti. Una di queste riguarda l'assetto delle competenze in materia di valutazione di incidenza a livello comunale che, come vi dicevo, per i territori ricompresi all'interno dei parchi vengono ricondotti alla loro competenza. Un'altra modifica è stata la scelta di non abrogare i piani complessi di intervento previsti dalla legge 1, perché all'interno di questa legge era prevista la loro abrogazione. Voi ricorderete che l'abrogazione dei piani complessi di intervento era proposta anche nell'informativa che l'assessore Marson ha fatto in relazione alla revisione della legge 1, ma noi riteniamo che sia lì che dovremo procedere a questa eliminazione perché in quel momento sarà opportuna e necessaria anche una norma transitoria. Invece con quanto era previsto in questa proposta di legge si andava ad abrogare senza prevedere una normativa transitoria e quindi mettendo in difficoltà e creando un vuoto normativo a comuni che avevano previsto questi piani.
Inoltre, sempre in riferimento alle modifiche alla 1, è stato deciso di prevedere una cadenza annuale invece che biennale per quanto riguarda l'informativa che la Giunta effettua al Consiglio regionale in relazione alle attività di monitoraggio sugli strumenti di pianificazione e di governo del territorio. In ultimo la Commissione ha inteso anche proporre unanimemente un ordine del giorno dove si impegna la Giunta ad attivarsi in sede di conferenza unificata per cercare di modificare la normativa di applicazione che riguarda la valutazione ambientale strategica, che oggettivamente appare molto ridondante e ripetitiva. Tanto per fare un esempio la VAS si fa sul piano strutturale, la si fa sul regolamento urbanistico, la si fa sui piani complessi di intervento, la si fa sulle varianti; noi, come Commissione, ci eravamo posti l'obiettivo di semplificare questa cosa e non è possibile perché la normativa nazionale non lo consente; normativa nazionale che a sua volta declina la direttiva europea. Come Commissione abbiamo inteso porre la questione in maniera tale che ci sia un'azione tesa a cercare di modificare la legge per semplificare queste procedure che, con tutto il rispetto, non possono portare via ore, giorni di tempo, per essere ripetute. Devo dire che in queste leggi si cerca di cogliere aspetti diversi, ma spesso risultano molto ridondanti. Vi ringrazio.

PRESIDENTE: Prego, consigliere Agresti.

AGRESTI: Grazie, Presidente. Per non aggiungere più di tanto rispetto a quello che ha detto il collega Ceccarelli sulla necessità di avere un quadro di riferimento abbastanza chiaro sulla materia. Tutte le modifiche che andiamo a fare nelle varie leggi che regolano la valutazione, in questo caso la VIA, l'AIA e la VAS sono necessarie a nostro avviso per porre un punto fermo rispetto ad una vera riforma anche della stessa legge 1. Perché di fatto andiamo a modificare a piccoli passi, senza avere un quadro di riferimento esaustivo, certo e chiaro, rispetto alle intenzioni, non solo per gli adempimenti necessari, ma anche per la volontà manifestata dalla Giunta di andare ad una riforma della legge 1 che preveda sostanziali adeguamenti alle necessità di dare risposte efficaci e efficienti al territorio. In Commissione c’è stata la necessità di verificare la sovrapposizione delle competenze della VAS. Immagino che la Comunità europea con la direttiva avesse la consapevolezza che queste disposizioni dovessero riguardare questioni grandi, che potevano interessare paesi dal punto di vista strategico, immagino la TAV, immagino centrali nucleari, immagino qualunque struttura che comporti coinvolgimenti e partecipazioni di più soggetti. Qui invece le competenze della VAS sono su tutto; ecco perché è un appesantimento rispetto a quello che già c'è. soprattutto, è quello che diceva il collega Ceccarelli, rispetto alla strumentazione urbanistica.
Comprendiamo che da parte della Regione c’è poca speranza di ottenere risultati diversi se non si va ad una commissione unificata, con una volontà di rivisitazione del campo di applicazione della VAS da parte del Governo e del Parlamento, ma qualche tentativo va comunque fatto.
Ecco perché ho sostenuto l'ordine del giorno rispetto al quale la Giunta si dovrà impegnare a far sì che in commissione di conferenza unificata si possa discutere di questo.
Per il resto comunico il nostro voto favorevole, con un cambio di orientamento perché in Commissione il nostro è stato un voto di astensione.

PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? C'è un ordine del giorno collegato alla Pdl 92 a firma dei consiglieri Ceccarelli, Gazzarri, Sgherri, Pellegrinotti, Agresti. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Passiamo alla votazione della legge mettendo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 2: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 3: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 4: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 5: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 6: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 7: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 8: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 9: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 10: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 11: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 12: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 13: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 14: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 15: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 16: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 17: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 18: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 19: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 20: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 22: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 22: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 23: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 24: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 25: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 26: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 27: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 28: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 29: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 30: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 31: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 32: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 33: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 34: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 35: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 36: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 37: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 38: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 39: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 40: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 41: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 42: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 43: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 44: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 45: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 46: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 47: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 48: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 49: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 50: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 51: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 52: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 53: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 54: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 55: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 56: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 57: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 58: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 59: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 60: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 61: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 62: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 63: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 64: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 65: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 66: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 67: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 68: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 69: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 70: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: All'articolo 71 abbiamo una richiesta di emendamento a firma Ceccarelli, Gazzarri, Pellegrinotti, Agresti e Sgherri. Mettiamo in votazione l'emendamento inserito all'articolo 71 della proposta di legge 92. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Mettiamo ora in votazione l'articolo 71 così come emendato. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 72: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 73: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 74: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 75: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 76: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 77: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 78: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 79: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 80: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 81: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 82: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 83: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 84: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 85: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 86: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 87: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 88: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 89: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 90: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 91: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 92: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 93: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 94: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Articolo 95: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Preambolo: favorevoli? Contrari? Astenuti?

-Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la legge con il voto elettronico. Votate. Dichiaro chiusa la votazione. Votanti 35, favorevoli 35, contrari 0, astenuti 0.

-Il Consiglio approva

Interrogazione a risposta immediata ai sensi dell’art. 19, comma 1, lett. d, del Regolamento interno, della consigliera Fuscagni, in merito alla posizione della Giunta regionale sulla richiesta di UPI Toscana circa il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Monti sull'abolizione delle Province (Interrogazione orale n. 561)

PRESIDENTE: Interrogazione a risposta immediata 561 in merito alla posizione della Giunta regionale sulla richiesta di UPI Toscana circa il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Monti sull'abolizione delle province. Proponente la consigliera Fuscagni. Risponde l'assessore Nencini; prego.

NENCINI: Grazie, Presidente. L'UPI sia a livello nazionale che a livello locale sostiene da alcune settimane iniziative volte a chiedere alle regioni l'impugnativa delle norme del Dl 201/2011. La normativa, alla quale ho fatto riferimento ora, prevede la modifica della composizione degli organi delle province e la loro modalità di elezione. La Giunta regionale legittimamente può non dare seguito alle richieste avanzate, in quanto l'impugnazione delle leggi dello stato non è obbligo ma facoltà garantita dalla Costituzione, che le regioni esercitano come manifestazione di un proprio indirizzo politico. La Regione Toscana, ad esempio, non ha ritenuto di impugnare l'articolo 14 del Decreto legge 138/2011 che è intervenuto addirittura sul numero dei consiglieri regionali e dei componenti della Giunta, ritenendo l'obiettivo assolutamente raggiungibile. L'impugnazione, come è noto, sottolineo questo aspetto, deve riguardare norme lesive della potestà legislativa regionale. La Corte ha infine ammesso che le Regioni possono impugnare, sulla base della richiesta del Consiglio delle autonomie locali, anche norme che siano ritenute lesive degli interessi del sistema locale regionale.
Rilevo che le norme sulla composizione degli organi di comuni e province sul sistema di elezioni sono, secondo la Costituzione, di esclusiva competenza della legge dello Stato. Nel caso deve ritenersi che non sussista alcuna lesione delle competenze regionali in relazione alle disposizioni dell'articolo 23 commi 15, 16 e 17 del Decreto legge 210 del 2011 le quali norme prevedono modifiche sulla composizione e sull'elezione del consiglio provinciale e sul sistema di elezione del consiglio e del presidente della provincia medesimo; ugualmente deve ritenersi, in relazione alle disposizioni del comma 20 che disciplinano il regime transitorio.
Quanto alle disposizioni sulle funzioni della provincia, commi 14 e 18, esse possono presentare profili rilevanti unicamente per quanto prevedono le leggi regionali tenute a trasferire funzioni già conferite alle province in materia di competenza legislativa regionale. Comprendo naturalmente che la questione abbia un carattere decisamente politico ed istituzionale poiché coinvolgono il futuro stesso dell'ente provincia. Si tratta di un processo che il legislatore statale può ben completare e deve completare, questa è mia opinione, con una riforma istituzionale a tutto tondo; per altro all'ordine del giorno del dibattito politico e istituzionale del Parlamento italiano. Per questo lo strumento dell'impugnazione di norme di fronte alla Corte appare, nel caso, incongruo. Portare in giudizio questioni di riforma istituzionale se da una parte può costituire un segnale di opposizione al processo di riforma, dall’altra non cambia il cuore della questione che è un cuore prettamente oggetto di dibattito politico.
In ultimo le regioni e gli enti locali hanno, lo ricordo, una sede unitaria convintamente congiunta a quella del Governo, dedicata alla riforme. Si tratta, come noto, della Commissione paritetica, costituita nell'ambito della Conferenza unificata all'interno della quale questo obiettivo può essere decisamente discusso.

PRESIDENTE: Consigliera Fuscagni, prego.

FUSCAGNI: Mi dichiaro soddisfatta della risposta dell’assessore. Grazie.

Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Marignani, Benedetti: Tenuta di San Rossore: problemi emersi nel corso dell’audizione del Dirigente Antonio Zampaglione (Interrogazione orale n. 515)

PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione 515 "Tenuta di San Rossore: problemi emersi nel corso dell'audizione del dirigente Antonio Zampaglione", dei consiglieri Marignani e Benedetti. Risponde l’assessore Bramerini. Prego, assessore.

BRAMERINI: Grazie, Presidente. Con questa interrogazione mi veniva chiesto di commentare o verificare alcune delle informazioni che l'ex direttore della tenuta di San Rossore ha reso nell'audizione in Commissione agricoltura ed in particolare mi viene chiesto di dare delucidazioni rispetto al mancato utilizzo delle risorse stanziate per la tenuta e altre informazioni relative all'organico addetto all'accudimento dei cavalli.
Per quanto riguarda la prima questione, la gestione della tenuta di San Rossore, come sapete, deve rispondere ai principi e ai criteri fissati dalla Legge 87 del '99 che, tra le altre cose, ha trasferito alla proprietà della Regione Toscana la tenuta di proprietà della Presidenza della Repubblica e la cui gestione è affidata al Parco di San Rossore. Il finanziamento previsto per la gestione della tenuta che è rimasto fermo negli anni ammonta oggi a 2 mila e 365 euro di cui la massima parte destinata per lo più alle spese di investimento dell'enorme patrimonio immobiliare che, con il passaggio della tenuta dalla Presidenza della Repubblica alla Regione Toscana, è indubbiamente di inestimabile valore. Dal 2000 ad oggi i fondi statali destinati alla gestione straordinaria della tenuta sono risultati pari a 24 mila 400 euro a cui vanno ad aggiungersi i 4mila 600 provenienti da altre fonti comunitarie assicurate alla gestione dell'ente parco. Complessivamente in questi anni, dall'acquisizione della proprietà regionale della tenuta, i finanziamenti messi a disposizione per interventi sul patrimonio ammontano a circa 29 milioni di euro.
Questi importi, completamente impegnati dall’ente parco, sono stati destinati per la maggior parte al risanamento e al recupero del consistente patrimonio edilizio, che rappresentava esigenze prioritarie. Di questi fondi una percentuale, pari circa al 70 per cento per oltre 19 milioni, è stata liquidata per le opere già eseguite, un'altra parte pari a circa il 26 per cento per oltre 7 milioni e mezzo, è stata impegnata per opere in fase di esecuzione o per le quali è stata decisa una diversa destinazione rispetto all'assegnazione originaria. Infatti su una parte di questo stanziamento residuo il parco sta decidendo, anche con il supporto del gruppo di lavoro a suo tempo individuato dalla Regione con questo obiettivo, di destinarli sempre al patrimonio ma con altra finalità. La rimanente quota pari a circa 2 milioni e mezzo di euro deve essere ridestinata perché l'originario impiego è stato rimesso in discussione, oppure è stato sospeso essendo cambiate le situazioni iniziali. Si rende necessario quindi aggiornare la programmazione fatta a suo tempo dall'ente parco. In conclusione, delle risorse messe a disposizione, dei 29 milioni di euro, risultano ad oggi non utilizzate risorse per circa 4 milioni e mezzo di euro sulle quali il parco ha in corso una revisione dell'originaria destinazione. I residui attivi, intesi come crediti che il parco vanta nei confronti di soggetti terzi, riferibili alla gestione diretta della tenuta risultante dal conto consuntivo sono pari a 3 milioni e 28 mila euro, mentre i residui passivi ammontano a 9 milioni e 963 mila euro circa. I fondi definiti impropriamente come "avanzi attivi" nell'audizione del direttore Zampaglione presumibilmente coincidono con l'importo del fondo di cassa pari a 8 milioni di euro circa, riportato nel quadro riassuntivo della gestione finanziaria del consuntivo 2010. Si tratta di importi in cassa, impegnati e non spesi, che indubbiamente denotano elemento di criticità, più volte segnalato, noto anche alla Giunta e che è nostra precisa intenzione porre al nuovo consiglio direttivo del parco; c’è in effetti una certa difficoltà da parte del parco ad utilizzare, in tempi celeri, le risorse messe a disposizione. Questo è un tema che, ripeto, rappresenta una delle principali criticità, al netto del fatto che sono indubbiamente risorse significative che il parco ha a disposizione. Contiamo di poter risolvere questo problema nella dovuta maniera, con la nuova gestione del parco regionale. Ho chiesto una relazione al parco rispetto allo stato dell'arte degli immobili: per come sono utilizzati, a che fine, chi li utilizza e cosa paga o presta, quali tipo di garanzie chiede il parco rispetto alla gestione di questi immobili. Conto di avere una risposta a breve, nonostante un paio di solleciti, che sono stati necessari. Per quanto riguarda il personale addetto al parco nei primi mesi del 2011 ammontava a 76 unità, di cui 23 dipendenti del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica assegnati a suo tempo al parco per la gestione del patrimonio trasferito. Nel 2000, quando avvenne il trasferimento, questo personale ammontava a trentacinque unità. Alla sostituzione del personale trasferito, andato nel frattempo in pensione, deve provvedere il arco secondo la normativa regionale perché è soggetto alle stesse regole che valgono per la Regione e quindi con le limitazioni al turn over. Riguardo in particolare al personale destinato all'accudimento dei cavalli la convenzione firmata tra la Regione e l'Ente parco per la gestione degli stalloni nel 2011, prevede, all'articolo 7, il distacco all'Ente parco di personale della Regione assunto a tempo indeterminato, che ha questa specifica funzione. Attualmente i dipendenti sono quattro, di cui uno è andato in pensione alla fine del 2011. Per quanto riguarda i cavalli presenti, di proprietà della Regione, per quello che ci riferisce il settore agricoltura, che segue la questione più da vicino rispetto al mio assessorato, sono venti stalloni accuditi da quattro dipendenti della Regione; quindi, rispetto al problema segnalato nella interrogazione sulla dotazione di personale, a giudizio di chi segue questa fattispecie, come il settore agricoltura, non si ravvisano carenze nel loro accudimento. Infine viene chiesto quali sono le prospettive rispetto al rinnovo del comitato di presidenza che, ricordo, essere disciplinato dall'articolo 2 della legge 87 del '99 e dalla legge regionale 24 del 2000 con cui è stato disposto il trasferimento della tenuta alla Regione. Questo svolge funzioni di individuazione e di predisposizione dei progetti volti alla più alta valorizzazione dei beni della tenuta, ha durata pari alla legislatura regionale e continua ad esercitare le proprie funzioni fino al novantesimo giorno successivo alla prima seduta del Consiglio regionale. Questo comitato risulta scaduto nell'autunno 2010 e quindi il Consiglio regionale dovrebbe provvedere prontamente al suo rinnovo. La composizione di questo comitato credo che sia conosciuta e quindi, su questo, non mi attarderei ulteriormente.

PRESIDENTE: Prego, consigliere Marignani.

MARIGNANI: Grazie, Presidente. Ringrazio l'assessore per la risposta, ma non posso che dirmi parzialmente soddisfatto, anche perché l'assessore ha di fatto confermato quello che era scritto nell'interrogazione e cioè che ci sono dei fondi che non sono stati spesi; che c’è un comitato di presidenza scaduto, in forte ritardo di rinnovo; che anche la gestione del personale lamenta delle carenze, anche se si è cercato di sopperire.
Il problema è noto da mesi, le buone intenzioni dichiarate dall'assessore credo siano da considerare positivamente, ma il fatto che la situazione è complessivamente negativa credo non mi possa far ritenere soddisfatto dalla risposta, non tanto per quello che ha detto, ma per il contenuto politico generale. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente Roberto Giuseppe Benedetti

Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Gazzarri, Manneschi, Fedeli, Chincarini, Russo, in merito agli sviluppi relativi al passaggio di proprietà della Ex Isi alla Easy Green ed ai relativi spiragli positivi per i lavoratori (Interrogazione orale n. 406)
Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Gazzarri, Manneschi, Fedeli, Chincarini, Russo, in merito agli sviluppi della vicenda dell'azienda Ex Isi-Easy Green e all'imminente asta fallimentare (Interrogazione orale n. 477)
Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Sgherri, Marini, in merito agli sviluppi della vicenda riguardante il sito produttivo Easy Green ex ISI (Interrogazione orale n. 560)

PRESIDENTE: Interrogazioni collegate numero 406, 477, 560. Risponde l'assessore Simoncini. Proponenti i consiglieri Gazzarri, Manneschi, Fedeli, Russo, Sgherri e Marini. Prego, assessore.

SIMONCINI: Grazie, Presidente. La vicenda Electrolux, ora Easy Green, è stata oggetto di dibattito in Consiglio più volte e quindi la storia la rimando alle comunicazioni già svolte. La società Easy, con decreto del tribunale 1311 del 2 maggio 2011 era stata ammessa al concordato preventivo a seguito del mancato deposito della cauzione, con sentenza del tribunale 11211 dell'8 giugno 2011 è stata dichiarata fallita e ne è stato nominato curatore fallimentare lo stesso professionista che ha svolto le funzioni di commissario giudiziale, il dr. Vincenzo Pilla.
I 374 lavoratori sono da allora in cassa integrazione guadagni straordinari, ai sensi dell'articolo 3 della legge 23 del '91, per dodici mesi. Nel frattempo è stata costituita una nuova società, Easy Green, che è stata composta da tre soggetti industriali che fanno riferimento ai signori Angelantoni, Bassilichi e Gattorno, nel cui capitale sociale Fidi Toscana si dichiarava disponibile a entrare e poi, dopo attenta e puntale verifica del piano industriale e regolare delibera del consiglio di amministrazione, è in effetti entrata nella società. In una prima fase la Newco Energia aveva ipotizzato di potere entrare e subentrare nella società a febbraio, poi questo non è avvenuto, per l'intervento dei decreti sulle rinnovabili e soprattutto per inadempienza della precedente proprietà. Successivamente, per cercare di anticipare i tempi, la Easy Green avanzò un contratto di affitto di ramo d'azienda con diritto di riscatto e successivamente il 12 luglio un'offerta di acquisto per stringere i tempi e far ripartire l'attività, ma il 22 luglio il Tribunale disponeva, anche in considerazione del forte passivo lasciato da Easy, la vendita senza incanto, ex articolo 570 del Codice di procedura civile, con scadenza il 10 ottobre del 2011. Alla data prevista, il 10 ottobre, Easy Green presentava l'unica offerta per 12 milioni e 600 mila euro e versava, in quella occasione, un anticipo di 2 milioni e 100 mila euro, offerta corredata da un accordo sindacale che prevedeva la rioccupazione nel tempo per tutti i lavoratori. A Easy Green si affiancavano, intorno all'idea di un progetto denominato chilometro verde, sia la società En.Eco, sia la società Solar Light Energy. Le tre attività in un primo momento dovrebbero portare alla rioccupazione di 260 operai, con l'intenzione di riattivare la linea di produzione a partire dagli inizi del 2012. In questo periodo, tra la presentazione dell'offerta ad oggi, Easy Green risulta aver provveduto ad innalzare ulteriormente il capitale sociale e a ricercare nel sistema bancario i finanziamenti per portare a termine l'operazione. La società Easy Green qui do lettura di un testo pervenutomi dalla stessa -informa che “allo stato attuale dieci banche partecipanti hanno dato parere positivo al finanziamento e la maggior parte di esse hanno già fornito delibera formale. Soltanto due banche stanno ultimando le procedure ufficiali di delibera che, stando alle conferme informali ottenute dai più alti vertici degli istituti, potrebbero essere ultimati in tempi brevissimi”. La società, per altro, in queste ore ha sentito il Tribunale e ha verificato che la scadenza della procedura, quindi la scadenza nella quale deve essere consegnata la differenza fra i 12 milioni e 600 mila e i 2 milioni e 100 mila è per il 18 febbraio, quindi ci sono ancora dieci giorni perché si possa concludere l'iter. Sempre Easy Green fa presente che durante la prossima settimana darà comunque corso al piano operativo, anticipando gli incontri fra proprietà, istituzione e sindacati con le parti sociali, annunciati il 23 gennaio ultimo scorso e procederà con le attività degli impianti, certificazione ISO, certificazione dei pannelli e quant'altro necessario al ripristino della produzione.
La Società Easy Green ha anche ribadito la volontà di continuare nella ricerca e promozione di contatti tesi ad identificare ulteriori società aderenti all'iniziativa a chilometro verde. In ultimo Easy Green tiene a precisare che nulla cambia per quanto riguarda i criteri di selezione definiti nel concordato, né per quanto riguarda il ruolo di coordinamento assunto da Easy Green nella relazione, nella messa a disposizione dei profili professionali disponibili alle altre realtà del protocollo d'intesa del 10 ottobre 2011. Per quanto riguarda la decisione di En.Eco di localizzare la produzione in altro sito della provincia di Firenze abbiamo avuto un incontro con il dottor Moretti, rappresentante della società, che ci ha motivato le ragioni di questo spostamento in relazione ad un allungamento dei tempi, prima previsti all'inizio di gennaio, di avere a disposizione lo spazio dello stabilimento; dovendo immediatamente entrare in produzione lui ha cercato in un'area vicina a Scandicci, nel Comune di Sesto, un immobile che potesse permettere di installare immediatamente gli impianti già acquistati, comunque mantenendo l'impegno all'assunzione dei settantacinque lavoratori provenienti da Electrolux-Easy. Ovviamente questo ci sembra un fatto positivo perché non inficia il tema occupazionale. Devo dire che nell'incontro che abbiamo avuto sia con Easy Green che con En.Eco, la prima, ha ribadito quello che ha scritto nella comunicazione che prima vi leggevo cioè la volontà di confronto con altri soggetti per farli partecipi del progetto chilometro verde, mentre il dottor Moretti ha fatto presente che al di là delle attività che vengono spostate in altro sito vi può essere in futuro, oggi non formalizzata in proposte concrete, la possibilità di iniziare comunque altre attività nel sito di Scandicci. Quindi, per concludere, rispetto all'interrogazione oggi prendiamo atto che è in corso il percorso per arrivare alla consegna della differenza fra quanto versato e quanto necessario, che Easy Green dice che dieci banche hanno già fornito tutte le delibere che vanno in questa direzione e che due lo devono fare. Risulta per altro che nell'assemblea di Easy Green sia stato anche previsto un prestito obbligazionario, laddove non tutte le banche arrivassero nei tempi ad ottemperare al piano finanziario previsto. In questo momento posso dire che spero che quanto ci è stato detto, e non ho da dubitarne, si possa realizzare.

PRESIDENTE: Grazie. Prego, consigliera Sgherri.

SGHERRI: Grazie, Presidente. Ringrazio l'assessore per la risposta. Da quanto lui dice condivido questo giudizio di cauto ottimismo; perché è vero, il Consiglio regionale ha ripetutamente discusso e ha prestato tempo sulla situazione di quello che ora si chiama Easy Green di Scandicci, che la Giunta e l'assessore hanno seguito con molta attenzione per tutto questo tempo una partita molto delicata e davvero di questi tempi salvare il posto di lavoro a un numero così alto di lavoratori sembrava una scommessa quasi invincibile. C'era stata, lo avevamo apprezzato, una ferma posizione ed un patto di ferro di tutte le istituzioni per portare avanti questa scommessa, per non disarticolare. Prendo atto che forse l'interrogazione ha dieci giorni di anticipo; se veniva presentata al prossimo Consiglio avevamo anche la risposta dell'esito. Comunque sia sembra incoraggiante che ci sia la disponibilità di un numero sufficiente di banche per potere andare alla scadenza, ad offrire la differenza; come mi sembra rassicurante la risposta su questo trasferimento di En.Eco in un comune adiacente, perché questo non corrisponde alla volontà né di delocalizzare, né di diminuire il sito produttivo e la realtà di Easy Green. Tra l'altro se trovasse sviluppo questa disponibilità di En.Eco di reinvestire e reinteressarsi per il futuro sarebbe una garanzia enorme, perché questo sito produttivo potrebbe diventare una perla della Regione Toscana che va a coprire il settore delle energie rinnovabili nella produzione e non solo nell'installazione. Risponde a pieno anche al piano regionale di sviluppo e al futuro piano di sviluppo economico.
L'invito che faccio all'assessore è semmai di farci avere una nota sull'esito atteso tra dieci giorni. Se per una volta questo fosse positivo, tra le tante vertenze negative, tanta fatica e tanto impegno, a partire dal suo, sarebbe davvero, motivo di soddisfazione e non dovrebbe passare inosservato. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie a lei, consigliera Sgherri. Prego, presidente Manneschi.

MANNESCHI: Grazie, Presidente. La soddisfazione anche del Gruppo dell'Italia dei Valori per la risposta dell'assessore. Ovviamente sappiamo che l'assessore e la Giunta ha seguito il tutto costantemente. Dalle informazioni che ci sono state fornite, che ovviamente vanno in senso positivo, dobbiamo rimarcare due aspetti, che in qualche misura vanno tenuti presenti. Il primo è che uno dei soggetti partecipi all'iniziativa ha giustamente deciso di anticipare e di mantenere l'impegno cronologico dell'avvio dell'intrapresa spostando altrove la propria iniziativa. Questo ovviamente è un altrove molto relativo, ma è comunque un altrove e quindi c'è un oggettivo spacchettamento dell'azienda di provenienza. L'altro aspetto è che il sistema bancario sta rispondendo in modo collegiale, fatto che da un punto di vista formale è positivo, significa che più istituti hanno trovato il procedimento e le richieste della società proponente soddisfacenti. D'altro canto viene da osservare, con una punta di preoccupazione, il fatto che non vorremmo che ci fosse anche un'idea di ripartizione del rischio per cui si sceglie una pluralità vasta di istituti che in questo momento è un elemento di forza ma che se nascessero dei problemi può essere elemento di debolezza, perché voi sapete che funzionano tipo catena di Sant'Antonio: ne basta uno per far saltare il quadro generale.
Tenendo presente questi elementi, che sono sempre in un quadro incoraggiante, come ha detto l'assessore, con cauto ottimismo dobbiamo sempre vigilare con attenzione e soprattutto sempre ricordarsi che il problema della reindustrializzazione della Toscana è di strategia e non di breve momento. Grazie.

Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Lazzeri, gambetta Vianna, sui farmaci consegnati a domicilio e sulla restituzione di quelli non utilizzati (Interrogazione orale n. 487)

PRESIDENTE: Grazie. Avverto l'aula che per l'interrogazione 487 fra i proponenti e l'assessore Scaramuccia è stata concordata la risposta scritta.

Interrogazione a risposta immediata dei consiglieri Carraresi, Chincarini, in merito alla situazione dei medici precari incaricati nel servizio di emergenza sanitaria territoriale delle Aziende USL della Toscana (Interrogazione orale n. 559)

PRESIDENTE: Interrogazione 599 "in merito alla situazione dei medici precari incaricati del servizio di emergenza sanitaria territoriale delle Aziende USL della Toscana", proponente il consigliere Carraresi. Prego, assessore Scaramuccia.

SCARAMUCCIA: Grazie, Presidente. L'interrogante chiede se c'è un'intenzione di attivare un percorso di stabilizzazione, alla stregua di quanto avvenuto nel 2008, con il fine di trasformare i medici precari del 118 in medici titolari di convenzione a tempo indeterminato e se io sia a conoscenza di una qualche iniziativa di sostituire i medici con personale di diversa formazione.
La Toscana da anni prosegue un percorso di stabilizzazione dei medici del 118 non sottoforma di convenzione a tempo indeterminato, cosa che non sarebbe per altro possibile perché le convenzioni sono applicabili secondo l'accordo nazionale ai medici di medicina generale, ma attraverso il percorso della dipendenza a tempo indeterminato. Quindi negli ultimi anni sono stati reclutati dipendenti, per il 118, 429 medici. Diciamo anche che entro il primo semestre di questo anno intenderemo procedere con un'ulteriore procedura per inquadramento, sempre alla dipendenza a tempo indeterminato, dei medici convenzionati che si trovino nelle condizioni previste nel famoso articolo 8 comma 1 del Decreto legge 229/99, riportato anche nella vostra interrogazione. Per quanto riguarda le azioni di riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale, richiamate nella vostra interrogazione, non ci risultano esistere progetti di questo tipo, soprattutto che comportino il rischio di perdita di professionalità ed esperienza. Vorrei anche tranquillizzare per quanto riguarda le notizie uscite sulla stampa. Devo dire che il sistema territoriale di soccorso in Toscana si distingue per la capillarità e pervasività: è costituito da 280 postazioni di cui circa 155 presidiate da personale sanitario e 125 presidiate da soccorritori appartenenti alle associazioni di volontariato e alla Croce Rossa. Per quanto riguarda i numeri dei medici del 118 nel 2008 in Toscana ce ne erano 546 contro i 192 della Lombardia, che ha più del doppio dei nostri abitanti, i 48 dell'Umbria, i 73 della Sardegna e i 24 delle Marche.
Il percorso di stabilizzazione che stiamo portando avanti da anni è in corso, continua ad esserci e sicuramente non si può dire che manchino medici nel sistema del 118 toscano, né che si intenda diminuirli.

PRESIDENTE: Grazie, assessore Scaramuccia. Per pura informazione dell'aula vi informo che l'interrogazione oltre che del consigliere Carraresi porta anche la firma della consigliera Chincarini. Chi chiede di parlare? Prego, consigliere Carraresi.

CARRARESI: Grazie, assessore e grazie Presidente. C'è un dato di fatto, che nel 2008 circa 280 medici precari del servizio 118 sono passati dal contratto di precariato ad una situazione di maggiore stabilità attraverso la stabilizzazione con l'inserimento nell'organico delle aziende.
Adesso in Toscana, dopo la vicenda che chiamiamo "sanatoria", stabilizzazione, abbiamo circa un'ottantina di medici che prestano regolarmente servizio all'interno del sistema di emergenza sanitaria territoriale, per lo più giovani, in media dai trenta ai quarantacinque anni, che prestano servizio sul territorio anche nei pronto soccorsi e vivono da diversi anni in una situazione di precarietà, che diventa ogni giorno più insopportabile, una precarietà che stride con il fatto di essere parte integrante, di fatto stabile, del sistema sanitario. È un sistema che li usa da anni, è un sistema che ha bisogno di loro per un servizio essenziale, condiviso e apprezzato, quindi sono utilizzati attraverso un impiego continuativo e a mio modo di vedere, come credo a modo di vedere di tutti, assolutamente condiviso, sono una risorsa per l'intero sistema sanitario. Sono medici incaricati a tempo determinato, che hanno la medesima professionalità, la stessa responsabilità dei colleghi dipendenti che godono di una condizione di stabilità maggiore. Si rischia di fare di questi medici dei precari che non saranno più in servizio dei prossimi mesi. Convertire queste posizioni chiamiamole lavorative con altri tipi di posizione lavorativa sicuramente non è una forma di stabilizzazione del sistema, non consente di avere un organico più stabile, non riduce notevolmente le risorse, sicuramente così non si offre un servizio migliore al cittadino.
La domanda è questa, ed è un po’ la risposta che ci attendiamo e che ad oggi ancora non viene: si ha intenzione, per mantenere il sistema ai livelli odierni, di procedere, come hanno fatto altre regioni quali l'Emilia Romagna, ad una stabilizzazione dei medici precari del 118 prendendo coloro che hanno lavorato all'interno del sistema per un determinato periodo di tempo, 24 mesi per esempio, magari anche non continuativi in un periodo di tempo ben definito, tipo cinque anni, ripeto, situazione che già si verifica nella regione Emilia Romagna, oppure no? Ci attendiamo che questo percorso di stabilizzazione dei medici precari venga avviato e su questo esigiamo non solo l'impegno per i prossimi tempi, ma anche date certe e procedure certe.
Se questa è anche opinione dell'assessore, se questa è anche opinione della Giunta regionale, ci attendiamo, esattamente così come avvenuto nel 2008, un percorso analogo, con le forme che deciderà l'assessorato e il dipartimento; importante è dichiarare in maniera evidente questa intenzione.
Attenzione, deve essere un'intenzione che riguarda la situazione di questi medici precari di cui si sa il nome, il cognome, dove operano, da quanto tempo operano e che cosa fanno. Quindi ci attendiamo atti e comportamenti coerenti e susseguenti.

Mozione dei consiglieri Lazzeri, Gambetta Vianna, in merito ai finanziamenti legati all’innovazione e alla ricerca (Mozione n. 355)

PRESIDENTE: Grazie, consigliere Carraresi. Colleghi, per cortesia, vi informo che la mozione numero 355 è ritirata.

Proposta di risoluzione dei consiglieri Gambetta Vianna, Lazzeri: Effetti negativi delle misure proposte da Ministro Passera contro la crisi (Proposta di risoluzione n. 99)

PRESIDENTE: Comunico che anche la proposta di risoluzione n. 99 viene ritirata.

Proposta di risoluzione dei consiglierei Gambetta Vianna, Lazzeri, in merito ai LAOGAI, campi di concentramento del terzo millennio (Proposta di risoluzione n. 103)

PRESIDENTE: Ed infine è ritirata anche la proposta di risoluzione n. 103.

Interrogazione a risposta orale del consigliere Locci, in merito al futuro complesso fiorentino di San Salvi (Interrogazione orale n. 556)
Mozione del consigliere Locci, collegata all’interrogazione in merito, presentata in data 31 gennaio 2012 (Mozione n. 356)

PRESIDENTE: Sull'ordine dei lavori c’è da svolgere ancora un'interrogazione a risposta orale, vista la presenza dell'assessore Scaramuccia e dell'interrogante, consigliere Locci, svolgerei l’interrogazione 556, a cui è collegata una mozione, dopodiché farei il punto se è il caso di continuare l'ordine dei lavori visto il numero dei consiglieri presenti.
Assessore Scaramuccia, per cortesia, dovrebbe rispondere all'interrogazione in merito al futuro del complesso fiorentino di San Salvi.

SCARAMUCCIA: Il consigliere Locci chiede se il complesso fiorentino di San Salvi sia da considerare tra gli immobili di proprietà non strumentale delle aziende sanitarie destinati all'alienazione per la realizzazione di nuovi presidi e se il suddetto complesso sia stato o sarà inserito in un Puv regionale ed in caso positivo che cosa prevede il Puv.
Chiaramente nell'interrogazione si fa riferimento a quanto previsto all'articolo 8 della proposta di legge regionale approvata dal Consiglio in data 31 gennaio, la settimana scorsa. Tale proposta ha ad oggetto l'attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto legge del 6 dicembre 2011 ove si fa riferimento alla valorizzazione del patrimonio immobiliare non strumentale delle aziende sanitarie toscane. Ad oggi, con contributi forniti dal settore competente del patrimonio, dall'assessore Marson, dall'azienda sanitaria e da noi, si può rispondere quanto segue: il complesso edilizio di San Salvi, di proprietà dell'Azienda sanitaria fiorentina, è ancora ufficialmente strumentale all'attività di pertinenza dell'azienda, il che basterebbe a rispondere al quesito uno della sua interrogazione. Per completezza diciamo che nell'ambito di attuazione del piano degli investimenti 2011–2013, una parte consistente di tale complesso è stata inserita nel piano di alienazione del patrimonio immobiliare aziendale. Tali edifici risultano essere stati oggetto di valorizzazione urbanistica attraverso la modifica degli strumenti urbanistici comunali operati in occasione dell'accordo di programma sottoscritto il 29 gennaio del 2007 tra Regione Toscana e gli enti proprietari degli immobili siti nell'area di San Salvi e cioè la Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e la Asl di Firenze. In tale accordo di programma, finalizzato al recupero e riqualificazione dell'area San Salvi in Firenze, si prevedeva di modificare, tramite l'applicazione di un piano urbanistico esecutivo, un Pue, la destinazione urbanistica dei cinque edifici di proprietà dell'Azienda di Firenze sopra richiamati trasformandoli in ambito 2C, residenza privata e la restante proprietà dell'azienda sanitaria rimaneva destinata ad ambito 3B, attrezzature socio-sanitarie. Alla luce di quanto sopra si ritiene che non possa trovare applicazione l'articolo 8 della legge della settimana scorsa, in quanto l'accordo di programma specifico non è finalizzato alla realizzazione di uno dei nuovi presidi ospedalieri, caratteristica ritenuta determinante per il campo di applicazione dell'articolo 8, ed è ancora bene strumentale.
Per quanto riguarda il secondo quesito, cioè riguardo ad un eventuale inserimento del complesso di San Salvi in un programma unitario di valorizzazione, un Puv, si ribadisce che la legge regionale di attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto legge 201 del 6 dicembre 2011, approvata il 31 gennaio scorso, non è ancora entrata in vigore e che quindi ad oggi non è stato redatto alcun programma di questo tipo. Trova quindi applicazione l'articolo 27 del Dl 201/2011 che così prevede: “per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, province, comuni ed altri enti locali, nonché di società o enti a totale partecipazione dei predetti enti, ciascuno di essi con delibera dell'organo di governo individua, redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali suscettibili di valorizzazione, ovvero di dismissione”. Quindi, come già indicato, l'area di San Salvi e quindi gli immobili di proprietà dell'azienda di Firenze sono già stati oggetto di variante urbanistica in occasione dell'accordo di programma del 2007. Tale accordo, tramite il Pue, ad esso allegato, ha ridisegnato l'assetto urbanistico del complesso e la destinazione di uso finale. Sarà cura della Regione, dell'Azienda sanitaria di Firenze, verificare e valutare in seguito l'opportunità di un eventuale inserimento in un futuro programma Puv, se verrà accertata la necessità di collocare tale complesso in una strategia di più ampio respiro finalizzata al riutilizzo del patrimonio immobiliare pubblico che prevede un'ulteriore variazione della destinazione urbanistica attuale, per andare incontro ad eventuali mutate esigenze strategiche. C'è anche una mozione collegata di pari oggetto riguardo alla quale si ritiene che visto lo stato del procedimento, ancora assolutamente embrionale, qualunque puntualizzazione su una eventuale destinazione futura limiterebbe in modo non opportuno la possibilità di intervento sull'area. Naturalmente sarà nostra cura tenere informato il Consiglio regionale sui futuri eventuali sviluppi concernenti l'area di San Salvi. Siccome ho detto tante cose, se volete, per chiarimenti, vi lascio la relazione, l'ho redatta insieme all'assessore Marson.

PRESIDENTE: Prego, consigliere Locci.

LOCCI: La questione è complessa. Ho ascoltato attentamente l'assessore che ringrazio, ma devo dire che sulla scorta delle risposte date i timori continuano a sussistere. Per questo complesso dell'ex ospedale psichiatrico fiorentino, la dismissione iniziata dal 1978 se non erro, va avanti a rilento. Quindi, in sintesi, che cosa si chiede? Che fine farà, se sarà posto al riparo da atti speculativi o meno.
Mi riservo di esaminare più attentamente la lunga relazione che lei ha fatto perché così è un po’ difficile. Mi ritengo parzialmente soddisfatto. Se ho ben capito la Giunta, tramite lei, si riserva di tenere costantemente informato il Consiglio sull'iter e sugli avvenimenti futuri; trovo la cosa rassicurante. Mi dichiaro quindi parzialmente soddisfatto perché certi timori continuano a permanere.

PRESIDENTE: Grazie. Per quello che concerne la mozione collegata, consigliere Locci, che facciamo? La mettiamo in votazione? Mi dica lei.

LOCCI: Sì, chiedo venga messa in votazione.

PRESIDENTE: Le chiedevo se la vogliamo mettere in votazione senza un suo intervento, in quel senso.

LOCCI: L’intervento fatto vale anche per la mozione.

PRESIDENTE: Metto quindi in votazione la mozione numero 356, titolo noto. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?

-Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Sull'ordine dei lavori presidente Gazzarri.

GAZZARRI: Chiedevo il numero legale per proseguire con le mozioni.

PRESIDENTE: Ero già arrivato alla conclusione di sospendere i lavori. Il numero legale si chiede solo in votazione, se voleva me lo chiedeva prima. Nessuno è contrario alla proposta di sospendere qui i lavori? Si sospendono i lavori. La seduta è tolta.

La seduta è sospesa alle ore 18:34