Seduta pubblica n. 131 – Martedì 05 marzo 2013 - Seduta pomeridiana

COMUNICAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE: Comunicazione della Giunta regionale sulle priorità per il ciclo 2014-2020 delle politiche di coesione "Per una diversa Toscana". (Comunicazione n. 27) - Ordine del giorno dei consiglieri Nascosti, Magnolfi, Fuscagni, Ammirati, collegato alla comunicazione del Presidente Rossi sulle priorità per il ciclo 2014-2020 delle politiche di coesione “Per una Toscana diversa” (Ordine del giorno n. 193) - Risoluzione dei consiglieri Bugli, Sgherri, Ciucchi, Gazzarri, Chincarini, Romanelli, in merito alla programmazione concernente la politica di coesione dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020 (Risoluzione n. 178)

Ivan Ferrucci (Consigliere) Partito Democratico

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PRESIDENTE: Grazie, presidente Sgherri. Consigliere Ferrucci, prego. A seguire il consigliere Taradash.

FERRUCCI: Grazie, Presidente. Penso che la comunicazione fatta dall'Assessore sia puntuale e soprattutto precisa rispetto al contesto di un lavoro che sul piano europeo è partito circa due anni fa, come giustamente si riporta anche nelle date della risoluzione che abbiamo presentato, e soprattutto negli ultimi tre atti, quello che riguarda il piano dei servizi della commissione europea del novembre scorso, e i metodi e gli obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari, elaborato il 27 dicembre, e conseguentemente su questo siamo arrivati, da parte della Giunta regionale, a deliberare il 4 febbraio, sottolineo essere una delibera che abbiamo, penso tutti noi, da circa una quindicina di giorni nelle comunicazioni che vengono fatte a tutti i consiglieri sulle delibere fatte dalla giunta regionale e anche da un punto di vista della tempistica penso che la nostra Regione si stia muovendo molto bene, pensando che solo l'8 febbraio gli Stati a livello europeo hanno trovato un accordo sul quadro delle risorse da finanziare per il 2014-2020. Detto questo, penso che su questo credo siamo tutti d'accordo, la questione dei fondi europei sarà centrale per la programmazione dei prossimi sette anni, visto che sono quasi le uniche risorse a nostra disposizione, visti i forti tagli da parte dello Stato centrale negli ultimi due anni e mezzo nella situazione che si sta attraversando nel nostro paese già da alcuni anni. Questo pertanto merita alcune riflessioni, non solo rispetto alla comunicazione, che penso giustamente non poteva che fare solo un quadro di riferimento, rispetto al quale ovviamente serve una discussione di merito su ogni singolo punto degli obiettivi, quanto quello che ci pone la questione dei prossimi mesi se, come è chiaro, l'obiettivo è quello che dal primo gennaio 2014 vogliamo essere subito operativi, e, pertanto, cercando di rispondere con immediatezza, non solo sul piano dei programmi, ma degli obiettivi rispetto alla società toscana, come giustamente diceva l'assessore, vista la rilevanza delle risorse e gli obiettivi che ci si vuole porre per dare un contributo sostanziale a fare uscire questo paese dalla recessione, visto che si parla di 2 miliardi di euro.
Quale riflessione? La prima: mi pare che i criteri individuati per gli obiettivi pongano un lavoro diverso rispetto al passato, nel senso che in questa discussione, da qui a dicembre, tanto più saremo coinvolti non solo come Consiglio, ma come società toscana nel suo insieme. La chiarezza degli obiettivi pone un percorso di lavoro che pone una serie di questioni, in parte dette, e credo che le questioni siano anche più ampie.
Non mi riferisco alle giuste osservazioni fatte anche dal consigliere Nascosti rispetto una verifica che va fatta sul sistema dei poli tecnologici e della ricerca della nostra regione che, peraltro, se si vedono i dati di merito, c'è anche una situazione molto diversificata da realtà a realtà. Provengo da una realtà dove il tasso di investimento nella ricerca è oltre il 3 per cento, rispetto ad un quadro regionale molto più basso, con la presenza di molte imprese high tech, dalla stessa scelta che penso sia stata corretta e giusta nell'individuazione del distretto regionale sulle in city. Penso si pongano anche altre questioni che riguardano il modello istituzionale, e pertanto non solo gli strumenti di programmazione economica o gli strumenti urbanistici, come giustamente osservato, ma lo stesso modello istituzionale, così come oggi lo conosciamo. Faccio non solo riferimento al sistema dei centri per l'impiego decentrati dalle province, e siamo in una fase che non si sa cosa succede alle province, visto il decreto non convertito e soprattutto una mancanza di una discussione seria sulle funzioni istituzionali tra enti locali, regione e Stato nazionale, ma alla stessa dimensione del modello istituzionale.
Ad esempio, la questione delle città e delle aree interne, come stato fatto osservare, che servono discussioni di merito, rispetto a come è stato menzionato fino ora nella comunicazione, se prendiamo a riferimento le esperienze dei PIUSS di questi anni, la dimensione dei criteri per i fondi europei dei 20mila abitanti porrebbe, ad esempio, quattro quinti dei nostri comuni fuori dalla stessa possibilità di presentare dei progetti di riqualificazione, o comunque di avere delle risorse che provengono da questo. Questo lo possiamo fare, ad esempio, anche in altre direzioni, per cui si pone, secondo me, il tema stesso della pubblica amministrazione, così come oggi l'abbiamo rispetto agli obiettivi, come purtroppo la questione nazionale pone, che non sempre tutti i fondi europei si riesce ad utilizzarli nei sette anni che la Commissione europea destina all'Italia.
Forse siamo sicuramente una delle realtà più avanzate, ma se si prende il quadro nazionale ci sono dei forti ritardi. Su questo penso la discussione da qui a dicembre nelle Commissioni competenti sarà fondamentale sui programmi operativi, senza dimenticare anche esperienze che in questa regione si stanno facendo, che vedo la Commissione europea ha preso a riferimento nella stessa discussione che c'è stata in questi mesi, e mi riferisco soprattutto al progetto "Giovani sì". Penso che abbiamo un compito duplice, non solo come Consiglio Regionale nelle Commissioni competenti, ma anche nel rapporto con la società toscana, di creare gli spazi di discussione, non solo rispetto alla rappresentanze, ma come è stato detto, anche tra i cittadini nella più ampia partecipazione, ma chiaramente le questioni che abbiamo di fronte hanno una rilevanza strutturale non indifferente e, visti i tempi che abbiamo, così ristretti rispetto al primo gennaio 2014, pongono sicuramente un programma di lavoro da definire nel più breve tempo possibile. Chiudo dicendo che penso, dalla lettura del quadro strategico regionale, più che dalla comunicazione che correttamente l'assessore ha fatto, che abbiamo un quadro più specifico rispetto agli interventi che pensiamo di fare nella nostra Regione.
Come ho detto i centri per l'impiego, per fare un altro esempio, come si collegano, non solo rispetto alla legge 40 e 35, come giustamente osservato sulla legge sulla competitività, ma ad esempio quando abbiamo definito le 6-7 aree di intervento per l'attrazione degli investimenti da fuori regione, come elemento di programmazione, sviluppo e innovazione nella nostra regione. Per cui sono tutti temi che sicuramente vanno affrontati, ma, secondo me, in questa fase va sottolineato che il governo regionale si sta muovendo con tempestività e con celerità, come giustamente richiesto dalla grave situazione che si sta attraversando e, secondo me, l'obiettivo del primo gennaio 2014 dobbiamo perseguirlo tutti insieme. Grazie.

PRESIDENTE: Grazie. Consigliere Taradash, prego. A seguire il presidente Manneschi.